| Napoli, 28 Giugno 1871.

Mio caro Cittadino ed Amico

Aspettava vostra risposta alla  Siehe C. Cafiero an Engels, 12.6.1871.
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lettera che io vi scrissi da Barletta
, ma avendo qualche cosa a dirvi, eccomi di nuovo a scrivervi. Ho ricevuto l’Indirizzo del Consiglio Generale” e mi sto occupando a tradurlo in italiano, per spanderlo in Italia. Fatemi sapere se lo stesso  Die Adresse erschien in russischer Übersetzung in der Ausgabe: Graždanskaja vojna vo Francii (1870–1871). Perevod s nemeckogo. Ženeva 1871 (IISG Int 110/179).
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Indirizzo è stato tradotto in russo
, perché una cultissima donna russa mia amica socialista repubblicana si vorrebbe accingere a tradurlo. Io l’incoraggio a cominciare il lavoro, che potrebbe smettere, se voi ci dite che l’opera è fatta. Da Firenze con lettera in data del 17 Giugno Castellazzo mi dicea: “Qui si va a vele gonfie a dispetto delle calunnie moderate contro L’Associazione Internationale pei fatti di Parigi, gl’associati crescono di giorno in giorno con | proporzione veramente meravigliosa”. V’invio un numero del giornale “La Plebe” contenente un Indirizzo della Sezione di Firenze ai superstiti della Comune. In data poi del 23 Giugno Castellazzo in una lettera–dispaccio mi scrive: “Avvertite amici Londra nostra Associazione disciolta arbitrio ministeriale. Si riconstituirà sotto altro nome. Nulla mi arrivò da Londra. Avvertite amici anche di ciò”. (Essi sono ansiosi di ricevere vostre lettere). “Avrei molto caro che si facesse processo; tal cosa ci varrebbe più che un anno di propaganda. Potendo lettere a me dirette venire intercettate accludete mie a Francesco Piccini, calzolaio” (E ciò deve servire anche per voi). Prima di ricevere quest’ultima lettera io avea scritto altra mia a Castellazzo chiedendogli spiegazione intorno a quello che avea | letto sui giornali di una visita fatta dalla polizia nella sala dell’Associazione mentre questa era riunita. Ricevute appena le suddette lettere, io riscrissi a Castellazzo, del quale divido perfettamente l’opinione, che in Italia, più che altrove, la persecuzione governativa, sarà il più potente ausiliario della causa nostra. Qui in Napoli ho trovato il più completo sfacelo. Di Caporusso, che non ho visto affatto, ecco quanto posso assicurarvi. Egli ha di buono una nota onestà ed una non piccola influenza fra gl’operai; ma disgraziatamente è sotto l’influenza del  Michelangelo Statuti.
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suo genero, un prete spretato, specie di ex gesuita
, che lo domina completamente per mezzo della sua moglie, figlia amatissima del Caporusso. Con ciò devo farvi anche notare che 15 giorni di prigionia bastavano per far passare al Caporusso tutti i suoi fumi democratici, republicani e socialistici, anzi uscito da prigione lo si vide trasmutato in un vero | agnello. Con gl’uomini indecisi, forniti di buone qualità, e di una tendenza verso di noi io consiglio sempre di non agire bruscamente, ma di aprire loro le braccia e con tutti gli sforzi della ragione farli nostri intieramente, e non perderli. Ma nel caso del Caporusso la cosa mi sembra impossibile per le circostanze summenzionate. In Napoli bisogna cominciare un nuovo lavoro e bene. Una Sezione che contava già qualche migliaio di associati che la prigionia di 13 giorni inflitta su due o tre dei suoi capi basta per disorganizzare del tutto, è qualche cosa di niente affatto ben costituita. Una società ben constituita, in Italia specialmente, ripeto, non la morte ma novella vita si ha dalla persecuzione governativa. Senza estendermi in più minuti dettagli, quando niente di concreto posso annunciarvi per ora, vi dirò soltanto che le più grandi difficoltà | le sto trovando qui in Napoli, dove le grandi masse dei sofferenti giacciono in uno stato di barbarie, inconsci di ogni umano progresso, ed accasciati sotto il giogo, nulla sapendo, credendo fermamente di essere nati per servire e soffrire su questa terra sperando di andare a godere poi nel paradiso mediante la misericordia di Dio, l’intercessione della Vergine Santissima, e la virtù del sangue benedetto di S. Gennaro. Nel loro stato di barbarie, con la ragione sono privi in pari tempo di morale, e quindi vilmente vedrete il discendente di Masaniello prostrato innanzi a chi paga loro qualche soldo di mancia, e profondamente ossequioso verso chi può mettere innanzi un titolo di nobiltà. In tutta Napoli ed in tutta l’Italia meridionale, ex regno di Napoli, su queste basi potrete proporzionare la condizione di civiltà | della popolazione intera. E quando non possiamo essere compresi dai sofferenti ci potranno forse prestare orecchio i gauudenti del Capitale e della nobiltà, gente che educata dal prete, è venuta poi perfezionandosi nella stalla, nelle bische, e nei prostriboli autorizzati dal governo? Questa è, mio carissimo amico, la condizione delle provincie dell’Italia meridionale, ed io che vi sono nato ne arrossisco, in questo miserabile stato ci hanno tenuti i passati governi Spagnuoli e Borbonici, propagatori e protettori del culto di Dio[,]della Madonna, e di S. Gennaro; ed è in questo stato che ci conserva il governo costituzionale di Vittorio Emanuele. Apprezzando altamente l’utilità di conoscere bene lo stato di | una malattia prima di poter dettare una buona cura, potete essere ben sicuro che da me non sarete mai mistificato, ma sempre vi avrete l’esposizione esatta delle cose com’esse sono. Per ora finisco su ciò, sperando potervi dare in altra mia migliori nuove. In quella sfera che si compone di poveri maestri di scuola, infelici giornalisti, modesti studenti, mi ho degl’amici di merito, d’idee, ed istruzione, e perciò poverissimi; pare che c’intendiamo, e qualche cosa si farà; mentre io non dimentico che “gutta cavit cavat lapidem”. Nella Seduta del Parlamento Italiano in data del 18 giugno – Morelli Salvatore proponeva “La Camera, riconoscendo nel governo italiano la missione d’iniziare a Roma un’era di pace e di libertà, invita il ministro alle pratiche più efficaci per accordarsi con gl’altri stati d’Europa nel civile pensiero d’un generale disarmo, creando un tribunale internazionale che decida con giustizia le quistioni finoggi svolte coi disastri d’inumane e dispendiosissime | guerre”. Questa proposta degna d’un membro dell’Internazionale fu respinta senz’altro e ciò deve consolarci, perché imparerà al popolo come da questo corrotto cadavere sedicente Società non v’ha più nulla a sperare. Il menzionato Morelli proponeva altravolta l’abolizione della prostituzione organizzata, o tratta delle bianche, e con l’istesso successo. Finirò facendovi notare cosa che non mi ha troppo rallegrato. Qui in Napoli vi ho trovata una corrente Ginevrina, parlo fra i nostri, questo è male perché disgrega le forze. Non sarebbe il caso di fare comprendere agl’amici di Ginevra che essi non fanno atto di utilità sociale, divergendo su Ginevra certe correnti che per il loro corso naturale dovrebbero andare a versarsi nel solo Cons. Gen. di Londra, costituito, ed unanimemente riconosciuto centro del nostro movimento sociale? Spero di ricevere presto vostre lettere, come vi prego di scriverne presto a Castellazzo a Firenze.

Salute, mio caro amico, a voi ed a tutti i membri del Cons. Gen.

Vostro amico
Carlo Cafiero.

Zeugenbeschreibung und Überlieferung

Absender

Zeugenbeschreibung

Soweit aus der Fotokopie zu ersehen ist, besteht der Brief aus zwei Bogen weißem Papier. Cafiero hat alle acht Seiten vollständig beschrieben. Schreibmaterial: schwarze Tinte.

Papierschäden oben mittig auf beiden Bogen. Der entstandene Textverlust konnte rekonstruiert werden.

 

Zitiervorschlag

Carlo Cafiero an Friedrich Engels in London. Neapel, Mittwoch, 28. Juni 1871. In: Marx-Engels-Gesamtausgabe digital, hg. v. der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, Berlin. URL: https://megadigital.bbaw.de/M8065482. Abgerufen am 08.08.2026.

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