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            <titleStmt>
                <title><idno>237</idno>Carlo Cafiero an Friedrich Engels in London. Neapel,
                    Mittwoch, 28. Juni 1871</title>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lindenberg</surname>
                        <forename>Thomas</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lura</surname>
                        <forename>Caroline</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
            </titleStmt><editionStmt><p/></editionStmt>
            
            <publicationStmt><publisher><ref target="https://www.bbaw.de">Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften</ref></publisher><pubPlace ref="https://www.geonames.org/2950159">Berlin</pubPlace><availability><licence target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/">Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)</licence></availability><idno type="URLWeb">https://megadigital.bbaw.de/</idno><idno type="URLXML">https://megadigital.bbaw.de/.xml</idno></publicationStmt>
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                <msDesc rend="manuscript">
                    <msIdentifier>
                        <institution>IISG</institution>
                        <collection>Marx-Engels-Nachlass</collection>
                        <idno><idno type="shelfmark">L 899/D II 1. Fotosign.
                            13349a–d</idno></idno>
                    </msIdentifier>
                    <physDesc>
                        <p>Soweit aus der Fotokopie zu ersehen ist, besteht der Brief aus zwei Bogen
                            weißem Papier. Cafiero hat alle acht Seiten
                            vollständig beschrieben. Schreibmaterial: schwarze Tinte.</p>
                        <p>Papierschäden oben mittig auf beiden Bogen. Der entstandene Textverlust
                            konnte rekonstruiert werden.</p>
                    </physDesc>
                </msDesc>
                <listWit>
                    <witness>
                        <bibl type="print" corresp="https://megadigital.bbaw.de/QB8KYVI2">Erstveröffentlichung: La corrispondenza di Marx e
                            Engels con italiani (1964). S. 17–19.</bibl>
                    </witness>
                </listWit>
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        </fileDesc>
        <profileDesc><textClass><keywords><term>letter</term></keywords></textClass>
            <correspDesc>
                <correspAction type="sent">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005897 http://d-nb.info/gnd/131848283">Carlo Cafiero</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M5198112 https://www.geonames.org/3172394">Neapel</placeName>
                    <date when="1871-06-28"/>
                </correspAction>
                <correspAction type="received">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0001917 http://d-nb.info/gnd/118530380">Friedrich Engels</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004412 http://www.geonames.org/2643743">London</placeName>
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        </profileDesc>
        
    </teiHeader>
    <text><body>
            <div type="writingAct">
                <opener><dateline sameAs="MBDatumszeile"><pb/> Napoli, 28 Giugno
                        1871.</dateline><salute sameAs="MBAnrede">Mio caro Cittadino ed
                        Amico</salute></opener>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Aspettava vostra risposta
                    alla <ref xml:id="cf1a48f5-7850-4eec-9a48-f578501eec98" corresp="#f9e278b0-6d1e-4db1-a278-b06d1e1db15d" type="editorialNote">lettera
                            che io vi scrissi da Barletta</ref><note xml:id="f9e278b0-6d1e-4db1-a278-b06d1e1db15d" corresp="#cf1a48f5-7850-4eec-9a48-f578501eec98" type="editorial">Siehe
                                <ref target="https://megadigital.bbaw.de/M8359858">C. Cafiero an Engels,
                        12.6.1871</ref>.</note>, ma avendo qualche cosa a dirvi, eccomi di
                    nuovo a scrivervi. Ho ricevuto l’<bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/Q8PAC3PL">Indirizzo
                        del Consiglio Generale</bibl>”
                    e mi sto occupando a tradurlo in italiano, per spanderlo in Italia. Fatemi
                    sapere se lo stesso <ref xml:id="e1ba0a5d-a287-4a08-ba0a-5da287da08d2" corresp="#eddaff75-c946-4d30-9aff-75c9467d30d0" type="editorialNote">Indirizzo è stato tradotto in
                            russo</ref><note xml:id="eddaff75-c946-4d30-9aff-75c9467d30d0" corresp="#e1ba0a5d-a287-4a08-ba0a-5da287da08d2" type="editorial">Die Adresse erschien in
                            russischer Übersetzung in der Ausgabe: Graždanskaja vojna vo Francii
                            (1870–1871). Perevod s nemeckogo. Ženeva 1871 (<ref target="https://search.iisg.amsterdam/Record/363338">IISG Int
                                110/179</ref>).</note>, perché una cultissima donna russa mia
                    amica socialista repubblicana si vorrebbe accingere a tradurlo. Io l’incoraggio
                    a cominciare il lavoro, che potrebbe smettere, se voi ci dite che l’opera è
                    fatta. Da Firenze con lettera in data del 17 Giugno <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Castellazzo</persName> mi dicea: “Qui si va a vele gonfie a dispetto delle
                    calunnie <hi rendition="#u">moderate</hi> contro <orgName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004811 https://d-nb.info/gnd/503624-0">L’Associazione Internationale</orgName> pei fatti di Parigi, gl’associati
                    crescono di giorno in giorno con <pb/> proporzione veramente meravigliosa”.
                    V’invio
                    un
                    numero del giornale “<bibl type="periodika" corresp="">La Plebe”</bibl> contenente un Indirizzo della Sezione di Firenze ai
                    superstiti della Comune. In data poi del 23 Giugno
                    Castellazzo in una lettera–dispaccio mi scrive: “Avvertite amici Londra nostra
                    Associazione disciolta arbitrio ministeriale. Si riconstituirà sotto altro nome.
                    Nulla mi arrivò da Londra. Avvertite amici anche di ciò”. (Essi sono ansiosi di
                    ricevere
                    vostre
                    lettere). “Avrei molto caro che si facesse processo; tal cosa ci varrebbe più
                    che un anno di propaganda. Potendo lettere a me dirette venire intercettate
                    accludete mie a <hi rendition="#u"><persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M5759190">Francesco
                            Piccini</persName>, calzolaio</hi>” (E ciò deve servire anche per voi).
                    Prima di ricevere quest’ultima lettera io avea scritto altra mia a Castellazzo
                    chiedendogli spiegazione intorno a quello che avea <pb/> letto sui giornali di
                    una visita fatta dalla polizia nella sala dell’Associazione mentre questa era
                    riunita. Ricevute appena le suddette lettere, io riscrissi a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Castellazzo</persName>,
                    del quale divido perfettamente l’opinione, che in Italia, più che altrove, la
                    persecuzione governativa, sarà il più potente ausiliario della causa nostra. Qui
                    in Napoli ho trovato il più completo sfacelo. Di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004417">Caporusso</persName>, che non ho visto affatto, ecco quanto posso
                    assicurarvi. Egli ha di buono una nota onestà ed una non piccola influenza fra
                    gl’operai; ma disgraziatamente è sotto l’influenza del <ref xml:id="c001bd54-2212-4caa-81bd-5422128caa7d" corresp="#c0c0e045-cad2-47af-80e0-45cad257af5e" type="editorialNote">suo
                            genero,
                            un prete spretato, specie di ex gesuita</ref><note xml:id="c0c0e045-cad2-47af-80e0-45cad257af5e" corresp="#c001bd54-2212-4caa-81bd-5422128caa7d" type="editorial"><persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M3029006">Michelangelo
                                Statuti</persName>.</note>, che lo domina completamente per
                    mezzo della sua moglie, figlia amatissima del Caporusso. Con ciò devo farvi
                    anche notare che 15 giorni di prigionia bastavano per far passare al Caporusso
                    tutti i suoi fumi democratici, republicani e socialistici, anzi uscito da
                    prigione lo si vide trasmutato in un vero <pb/> agnello. Con gl’uomini indecisi,
                    forniti di buone qualità, e di una tendenza verso di noi io consiglio sempre di
                    non agire bruscamente, ma di aprire loro le braccia e con tutti gli sforzi della
                    ragione farli nostri intieramente, e non perderli. Ma nel caso del Caporusso la
                    cosa mi sembra impossibile per le circostanze summenzionate. In Napoli bisogna
                    cominciare un nuovo lavoro e bene. Una Sezione che contava già qualche migliaio
                    di associati che la prigionia di
                    13 giorni
                    inflitta su due o tre dei suoi capi basta per disorganizzare del tutto, è
                    qualche cosa di niente affatto ben costituita. Una società ben constituita, in
                    Italia specialmente, ripeto, non la morte ma novella vita si ha dalla
                    persecuzione governativa. Senza estendermi in più minuti dettagli, quando niente
                    di concreto posso annunciarvi per ora, vi dirò so<ex>l</ex>tanto che le più
                    grandi difficoltà <pb/> le sto trovando qui in Napoli, dove le grandi masse dei
                    sofferenti giacciono in uno stato di barbarie, inconsci di ogni umano progresso,
                    ed accasciati sotto il giogo, nulla sapendo, credendo fermamente di essere nati
                    per servire e soffrire su questa terra sperando di andare a godere poi nel
                    paradiso mediante la misericordia di Dio, l’intercessione della Vergine
                    Santissima, e la virtù del sangue benedetto di S. Gennaro. Nel loro stato di
                    barbarie, con la ragione sono privi in pari tempo di morale, e quindi vilmente
                    vedrete il discendente di Masaniello prostrato innanzi a chi paga loro qualche
                    soldo di mancia, e profondamente ossequioso verso chi può mettere innanzi un
                    titolo di nobiltà. In tutta Napoli ed in tutta l’Italia meridionale, ex regno di
                    Napoli, su queste basi potrete proporzionare la condizione di civiltà <pb/>
                    della popolazione intera. E quando non possiamo essere compresi dai sofferenti
                    ci potranno forse prestare orecchio i gauudenti del Capitale e della nobiltà,
                    gente che educata dal prete, è venuta poi perfezionandosi nella stalla, nelle
                    bische, e nei prostriboli autorizzati dal governo? Questa è, mio carissimo
                    amico, la condizione delle provincie dell’Italia meridionale, ed io che vi sono
                    nato ne arrossisco, in questo miserabile stato ci hanno tenuti i passati governi
                    Spagnuoli e Borbonici, propagatori e protettori del culto di Dio<supplied cert="high">,</supplied>della
                    Madonna, e di S. Gennaro; ed è in questo stato che ci conserva il governo
                    costituzionale di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0010111  http://d-nb.info/gnd/119172011">Vittorio Emanuele</persName>.
                    Apprezzando altamente l’utilità di conoscere bene lo stato di <pb/> una malattia
                    prima di poter dettare una buona cura, potete essere ben sicuro che da me non
                    sarete mai mistificato, ma sempre vi avrete l’esposizione esatta delle cose
                    com’esse sono. Per ora finisco su ciò, sperando potervi dare in altra mia
                    migliori nuove. In quella sfera che si compone di poveri maestri di scuola,
                    infelici giornalisti, modesti studenti, mi ho degl’amici di merito, d’idee, ed
                    istruzione, e perciò poverissimi; pare che c’intendiamo, e qualche cosa si farà;
                    mentre io non dimentico che “gutta <choice>
                        <sic>cavit</sic>
                        <corr cert="high">cavat</corr>
                    </choice> lapidem”. Nella Seduta del Parlamento Italiano in data del 18 giugno –
                        <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8632761 https://d-nb.info/gnd/119199696">Morelli
                        Salvatore</persName> proponeva “La Camera, riconoscendo
                    nel governo italiano la missione d’iniziare a Roma un’era di pace e di libertà,
                    invita il ministro alle pratiche più efficaci per accordarsi con gl’altri stati
                    d’Europa nel civile pensiero d’un generale disarmo, creando un tribunale
                    internazionale che decida con giustizia le quistioni finoggi svolte coi disastri
                    d’inumane e dispendiosissime <pb/> guerre”. Questa proposta degna d’un membro
                    dell’Internazionale fu respinta senz’altro e ciò deve consolarci, perché
                    imparerà al popolo come da questo corrotto cadavere sedicente Società non v’ha
                    più nulla a sperare. Il menzionato Morelli proponeva altravolta l’abolizione
                    della prostituzione organizzata, o tratta delle bianche, e con l’istesso
                    successo. Finirò facendovi notare cosa che non mi ha troppo rallegrato. Qui in
                    Napoli vi ho trovata
                    una
                    corrente Ginevrina, parlo fra i nostri, questo è male perché
                    disgrega le forze. Non sarebbe il caso di fare comprendere agl’amici di Ginevra
                    che essi non fanno atto di utilità sociale, divergendo su Ginevra certe correnti
                    che per il loro corso naturale dovrebbero andare a versarsi nel solo Cons. Gen.
                    di Londra, costituito, ed unanimemente riconosciuto centro del nostro movimento
                    sociale? Spero di ricevere presto vostre lettere, come vi prego di scriverne
                    presto a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Castellazzo</persName> a Firenze.</p>
                
                <closer sameAs="MBUnterschrift"><salute>Salute, mio caro amico, a
                    voi ed a tutti i membri del Cons. Gen.</salute><signed>Vostro amico<lb/>Carlo Cafiero.</signed> </closer>
            </div>
        </body></text>
</TEI>