| 122 R.P.R. N.N. Londra, 28 Luglio
1871
Caro Cafiero
Ho ricevuto la vs. C.
Cafiero an Engels, 12.7.1871.
Schließen lettera del 12,
e spero abbiate ricevuto Engels
an C. Cafiero, 16.7.1871.
Schließen la mia diretta a Napoli
alquanti giorni prima,
contenente le norme
dell’Associazione, The International Working Men’s Association.
Resolutions of the Congress of Geneva, 1866, and the Congress of
Brussels, 1868. London [1869].
Schließen le deliberazioni dei
Congressi di Ginevra e
Bruxelles, la
3a edizione
del discorso sulla guerra
civile in Francia, [Karl Marx]: The
General Council of the International Working Men's Association on
the War und [Karl Marx]: Second address of the General Council of
the International Working Men's Association on the War. [London]
1870 (MEGA I/21. S. 245–249, S. 485–491). Zusammen in einem Druck:
The General Council of the International Working-Men's Association on
the War. London: E. Truelove, 256, High Holborn, W.C.
1870.
Schließen quelli sulla guerra
franco-germanica, l’altro
inaugurale dell’Associazione 1864 etc. etc. Siffatti documenti
basteranno al certo a spiegarvi quali fossero le regole ed i principi della ns.
società ed i mezzi di cui dispone il Cons. Gen.le per
agire in nome ed in pro della società istessa. Ancora ho ricevuto la Plebe di
Lodi , il bullettino su Caporusso ed il N° del Roma del Popolo
che contiene l’attacco di Mazzini contro noi.
Quanto ai fatti che si riferiscono a Caporusso pubblicati e poi citati nella vs. lettera sarebbero bastevoli a dichiararlo incapace di farci male alcuno in avvenire. Qualora osasse ripresentarsi al pubblico quale rappresent.te le classi operaie, si renderebbe pubblico il fatto delle L. 300 e ciò annullerebbe le ultime vestigia della sua influenza. Siamo lieti di sapere come costì nulla esista della setta dei Bakunisti. Ci si era fatto ritenere il contrario poiché gli Svizzeri Bakunisti che sempre così fosse affermarono. Costantemente il ripetevano e siccome alcuna risposta ricevevamo delle ns. lettere di Napoli vi credemmo. Non avemmo altro indirizzo a Napoli oltre quello del Caporusso cui furono scritte almeno 3 lettere dal ns. Segretario Francese E. Dupont presente Marx ma il Caporusso ha dovuto soffocarle. Se credete ne valga la pena interrogate il Caporusso intorno a tali lettere. D’altronde mai si ricevettero in risposta lettere di Napoli e se quelle che furono spedite fossero state dirette, come affermate, direttamente al Consiglio, l’è troppo chiaro che tra la Polizia Italiana, Francese ed inglese non ce ne sarebbe pervenuta nessuna.
Avete ben ragione di
riposare sul momento riflesso (nel quale con piacere
riconosco la voce stessa del vecchio Hegel,
cui pure noi tanto dobbiamo) e di dire che l’Associazione non può essere soddisfatta nella sua azione mercé
la semplice franca asserzione
dell’Art.lo 1 degli Statuti, un principio
che se non sarà sviluppato rimarrà una mera negazione, la | negazione del
dritto delle classi aristocratiche e borghesi di “exploiter” il proletariato. In
verità noi dobbiamo andare molto più in là, noi dobbiamo svolgere il lato
positivo della quistione, come la emancipaz.ne del
proletariato debba aver effetto e quindi la discussione delle opinioni diverse
diviene non pure inevitabile ma necessaria. Como dico, siffata discussione
procede costantemente non soltanto nel seno dell’Associaz.e ma sì ancora nel Consiglio Gen.le dove
sono Comunisti[,]
Proudhonisti[,] Owenisti[,] Chartisti e Bakunisti etc. etc. La massima
difficoltà è di riunirli tutti e di fare che le divergenze di opinioni su tali
fatti non turbino la solidità e la stabilità dell’Associazione. E qui noi siamo
stati sempre fortunati con la sola eccezione degli svizzeri Bakunisti i quali con vera furia settaria, osarono sempre, sia
direttamente d’imporre il loro programma all’Associaz.ne, sia indirettamente ancora formando una società internazionale
speciale con proprio Cons. Cen.le, proprio congresso,
e ciò nel seno della grande Intern.le. Quando vi si
provarono sotto la forma di Alliance
de la démocratie socialiste de Genève, «L’Association
Internationale des Travailleurs» et «L’Alliance Internationale de la
Démocratie Socialiste». Circulaire du Conseil Général, 22 décembre
1868 (MEGA I/21. S. 105–109).
Schließen il Consiglio vi rispose con ciò che segue (22 10 12bre
68).
Dopo questo documento ( Programme et
règlement de l'Alliance Internationale de la Démocratie Socialiste.
[Genève] 1868.
Schließen il Programma ed il Regolamento
dell’Alleanza) la detta Alleanza è fusa interamente nell’Internazionale, mentre essa è fusa interamente fuori di questa
Associazione a fianco del Consiglio Generale dell’Internazionale eletti dai
Congressi successivi di Ginevra, Losanna e Bruxelles, vi sarà dopo il
Regolamento iniziatore (dell’Alleanza) un altro Consiglio Generale con sede a
Ginevra che si è nominato esso medesimo. A fianco dei gruppi locali dell’Internazionale vi saranno dei gruppi locali dell’alleanza i quali per mezzo dei loro uffizî nazionali
funzionanti al di fuori degli uffizî nazionali dell’Internazionale, domanderanno all’uffizio centrale dell’alleanza la ammissione
nell’Internazionale. Il Comitato Centrale dell’Alleanza arrogandosi
così il diritto d’ammissione nell’Internazionale. In ultimo luogo il Congresso
Generale dell’Associazione Internazionale degli operai troverà ancora la propria
ripetizione (doublure) nel Congresso Generale dell’alleanza poiché, dice il
regolamento iniziatore al Congresso annuale degli operai, la delegazione
dell’Alleanza della democrazia | socialista come branca dell’Associazione
Internazionale degli operai terrà le sue sedute pubbliche in
un locale separato. [Considerando] Che
un secondo corpo internazionale funzionante dentro e fuori dell’Associazione
Internazionale degli operai sarebbe il mezzo più infallibile per
disorganizzarla. Che ogni altro gruppo d’individui residente in una località
qualunque avrebbe il dritto d’imitare il gruppo iniziatore (dell’Alleanza) di
Ginevra, sotto pretesti più o meno ostensibili, di aggiungere all’Associazione
Internazionale degli operai altre associazioni internazionali con missioni
speciali.
Che in questa maniera l’ Associaz.ne Internazionale degli Operai diverrebbe bentosto il giuoco degl’ intriganti di tutte le nazionalità e di tutti i partiti.
Che d’altra parte gli Statuti della Società Intern.le degli operai non ammettono nel suo quadro queste branche locali di branche nazionali (Vedi Art.lo 146 6 degli Statuti[)].
Che è vietato alle Sezioni dell’Associaz.e Internaz.le degli Operai di darsi Statuti o Regolamenti amministrativi contrari agli statuti ed ai regolamenti amministrativi dell’Associaz.e Internaz.le degli Operai (Vedi Art.lo 12 del Regolamento amministrativo).
Che la quistione è stata pregiudicata dalle risoluzioni contro la Lega della Pace, voto adottato unanimemente al Congresso di Bruxelles (Questa lega aveva invitata la internazionale a congiungersi ad altra, e questa fu la nostra risposta a questi borghesi). Che in queste risoluzioni il Congresso dichiara che la Lega della Pace non aveva alcuna ragione di essere poiché dopo le sue recenti dichiarazioni il suo scopo ed i suoi principii erano identici con quegli dell’Associazione Internazionale degli Operai, che parecchi membri del gruppo iniziatore dell’Alleanza nella loro qualità di Delegati al Congresso di Bruxelles ànno votato nelle risoluzioni.
Il Consiglio Generale dell’Associazione Internazionale degli Operai à unanimemente risoluto: 1o. tutti gli articoli | del Regolamento dell’Alleanza Internazionale della Democrazia sociale, statuenti le sue relazioni con l’Associazione Internazionale degli Operai sono ritenute di nessun effetto. 2o. L’Alleanza Internazionale della Democrazia Sociale non è punto ammessa come branca dell’Associaz.eInternaz.le degli Operai.
Su questo punto cioè che
l’Internaz.le non può permettere altra
Internaz.le settaria di esistere con la propria
organizzazione, credo non vi possano essere due opinioni. Non è il menomo dubbio
che tutt’i congressi ed i consigli gen.li avvenire
opporranno sforzi alla organizzazione di tali intrighi nel nostro stesso seno e
sarebbe bene che i ns. amici di Napoli, almeno quelli che hanno appoggi con
Ginevra, comprendessero ciò: I Bakunisti sono una
piccolissima minoranza nell’Associazione e sono i soli
che hanno in ogni tempo procurato dissenzioni. Parlo principalmente degli svizzeri, poiché con gli altri non avemmo che poco
o nulla da fare. Abbiamo sempre permesso di avere i loro principî, di
diffonderli nel miglior modo che credessero purché rinunziassero ad ogni
tentativo di minare l’Associazione o d’imporre il loro programma a noi, e così
vedranno che gli operai di Europa non si faranno mica gl’istrumenti di una
piccola setta. Quanto poi alle loro viste teoriche Karl Marx: Le Conseil Général de l'Association
Internationale des Travailleurs au Bureau Central de l'Alliance de
la Démocratie Socialiste. Circulaire du 9 mars 1869. (MEGA I/21. S.
118–119).
Schließen il
Cons. Gen.le scrisse all’Alleance il 9 di Marzo 1869 citando
l’Art.lo
1o degli Statuti.
Come le sezioni delle classi operaie nei diversi paesi si trovano messe in una condizione diversa di sviluppo, ne segue necessariamente che le loro opinioni teoriche che riflettono il movimento reale, sieno così divergenti. Intanto la comunanza di azione iniziata dall’Assoc.e Intern.le degli operai[,] il ricambio delle idee facilitato dalla pubblicità fatta dagli organi delle differenti sezioni nazionali, le discussioni infine dirette nei Congressi, non mancheranno d’ingenerare graduatamente un programma teorico comune. Così sarebbe al di fuori delle funzioni del Consiglio Generale di fare l’|esame critico del programma dell’alleanza. Noi non dobbiamo punto ricercare se, sì o no, sia una espressione adeguata del movimento proletario. Per noi si tratta solamente di sapere s’essa non contenga nulla di contrario alla tendenza generale della nostra associazione, cioè contro l’emancipazione completa delle classi operaie.
Vi ho dunque citato questo
in esteso per provarvi come sarebbe infondato qualsivoglia addebito al Cons.
Gen.le ch’esso cioè oltrepasserebbe il limite
dell’Art.lo 1o degli
Statuti. Nelle sue ufficiali attribuzioni per ciò che riguarda ammissione o
rifiuto di divisioni, non può al certo agir così; ma intorno alle ricerche delle
discussioni sopra i punti teoretici il Consiglio non desidera nulla più
ardentemente di ciò. Da simili discussioni il Consiglio spera pervenire ad un
programma generale teorico che fosse accetto al proletariato Europeo. In tutti i
nostri congressi teorici, le discussioni hanno occupato lungamente la maggior
parte del tempo, ma fa d’uopo notare che in queste discussioni teoriche Bakounine
ed i suoi amici vi hanno preso piccolissima parte. Il Cons. Gen.le anche nelle sue carte ufficiali è andato più
lontano assai dell’Art.lo lo. Leggete tutt’i discorsi mandativi ed in particolare il No°3 di quello sulla guerra civile in Francia, in cui
ci dichiariamo in favore del Comunismo, della quale cosa, senza dubbio, i molti
Proudhonisti dell’Assemblea saranno stati
terribilmente dispiaciuti. Ciò potemmo fare perché condottivi dai Capitalisti
Calunniatori della Comune di Parigi. – Non esiste alcun documento messo fuori
dal Cons. Gen.le che vada al di là dell’Art.lo 1. Ma il Consiglio può andare oltre il programma
ufficiale delle associazioni, solamente tanto quanto le
circostanze possono giustificarlo: esso non può dare ad alcuna sezione
il dritto di dire: Avete infranto i ns. statuti; proclamate ufficialmente cose
che non sono nelle regole dell’Associazione. Voi dite che i ns. amici di Napoli
non son contenti della mera astrazione, essi vogliono qualche | cosa di
concreto, non si contentano di altro che dell’eguaglianza, dell ordine sociale
invece del disordine. Bene, noi siamo disposti a fare dippiù. Non vi ha nel
Con. Gen.le un uomo solo che non sia per
l’abolizione totale delle Classi sociali e non vi è un
sol documento del Cons. Gen.le che non sia in armonia
con ciò. Noi dobbiamo liberarci di proprietarî rurali e dei Capitalisti,
sostituendo e spingendo le classi associate degli Operai, agricole ed
industriali, e tutt’ i mezzi di produzione, terre, istrumenti, macchine,
materiali grezzi e quanti mezzi vi sono a sostenere la vita durante il tempo
necessario alla produzione. Con ciò la ineguaglianza dovrà cessare. E per
condurre questo a termine abbiamo bisogno della supremazia politica del
proletariato. Credo che ciò sia abbastanza concreto per gli amici di Napoli. Nel
tempo istesso mentre noi siccome altri adempiono la parte nostra nel lavoro del cattivo terreno non deesi pretendere che il
Cons. Gen.le mandi fuori a brevi periodi proclami
incendiarî, coi quali buona parte dei nostri membri sarebbero contenti, mentre
l’altra parte sarebbe certamente dispiaciuta. Se però una reale congiuntura si
manifesta, allora è che ci mostriamo forti, come avvenne all’indirizzo della
guerra civile, e ciò è provato con quella della Francia. Per la quistione
religiosa non possiamo ufficialmente parlarne, eccetto dove i preti ci
provocano, ma voi sentirete lo spirito di ateismo in tutte le ns. pubblicazioni,
ed inoltre noi non ammettiamo società alcuna che abbia il più lieve senso di
allusione religiosa nei suoi statuti. Molti volevano concorrervi, ma furon tutti
invariabilmente respinti. Se i ns. amici di Napoli si costituissero in società
di Atei e non ricevessero che Atei, che cosa diverrebbe mai la loro propaganda
in una città in cui, e voi stesso lo dite, non solo Dio è onnipotente ma anche
San Gennaro cui bisogna trattare delicatamente. Die Beilage ist nicht überliefert.
Schließen Accludo
una lettera per C. Palladino
contenente le espressioni di simpatia per la Sez.ne Napoletana secondo i vs. desiderî, compiacetevi passargliela.
Ora a Mazzini. Siehe Minutes of the Meeting of the General
Council July 25, 1871. In: MEGA I/22. S. 580–582.
Schließen Il suo articolo
in Roma
del Popolo
l’ho | comunicato al Consiglio lo scorso Martedì. Vi
manderò il Der Bericht über die
Sitzung des General Council vom 25. Juli 1871 wurde in der „Eastern
Post“, Nr. 148, 29. Juli 1871 veröffentlicht. Siehe MEGA I/22. S.
583/584.
Schließen rapporto pubblicato sulla
discussione fra pochi giorni. Per l’Italia però è da
desiderare che il seguente sia pubblicato.
Mazzini dice: [«] Quest’Associazione fondata anni addietro in Londra, e alla quale io ricusai fin da principio la mia cooperazione... un nucleo d’individui che s’assume di governare direttamente una vasta moltitudine d’uomini diversi per patria, tendenze, condizioni politiche, interessi economici e mezzi di azione, finirà sempre per non operare, o dovrà operare tirannicamente. Per questo io mi ritrassi, e si ritrasse dopo la sezione operaia italiana».
Ora ecco i fatti. Dopo il
meeting in 7bre 28. 1864, nel quale la ns. società fu fondata non appena il
Consiglio provvisorio veniva eletto nella detta pubblica assemblea, il maggiore
L. Wolf presentò un manifesto ed un
numero di regole fatte da Mazzini proprio. Non solo non fuvvi obiezione di
governare direttamente una moltitudine etc., non solo egli non diceva che questo
sforzo «se lavora interamente, dovrà operare tirannicamente» ma al contrario le
regole furono concepite nello spirito di una cospirazione
centralizzata, dando tirannico potere alla corporazione centrale. Il
manifesto era nel solito stile di Mazzini,
la démocratie vulgaire, offrendo dritti politici
agli operai nello scopo di mantenere intatti i privilegi sociali delle classi medie ed elevate. Tale manifesto e progetto di norme, furono poi respinti. Ma gli Italiani
(leggete i nomi a dorso del ns. discorso inaugurale) rimasero membri finché la
d.a questione non fu ripresentata a riguardo di
alcuni bourgeois francesi democratici i quali
desideravano di servirsi dell’Internaz.le. Quando
questi non furono ricevuti, allora prima Wolf e poi gli altri si ritirarono e
noi l’avevamo per sempre finita con Mazzini. Alquanto dopo [Pierre Vésinier:] L’Association
Internationale des Travailleurs. Un des membres du comité …
In: L’Écho de Verviers. Nr. 293, 16. Dezember 1865. S. 1/2; [derselbe:]
L’Association Internationale des Travailleurs. Fin. Ebenda. Nr. 294,
18. Dezember 1865. S. 2/3. Als Antwort verfasste Hermann Jung einen Artikel (von Marx
redigiert): [Lettre ouverte à
Pierre Vésinier publiée dans „L’Écho de Verviers“.] In:
L’Écho de Verviers. Nr. 43, 20. Februar 1866. S. 1/2. [dort u. d. T.:]
L’Association Internationale
des Travailleurs. (MEGA
I/20. S. 603–611.)
Schließen il Consiglio Centrale in risposta ad un Art.lo di Vésinier, dichiarò
nel giornale di Liège
| che Mazzini non fu mai membro dell’Associaz.ne e
che i piani del suo manifesto e le regole furono rigettate. Avrete veduto che
anche nella stampa inglese Mazzini ha furiosamente attaccato la Comune di
Parigi, ciò è proprio quel ch’egli sempre fa quando i proletarî si elevano; dopo
tale disfatta egli li denunzia ai bourgeois. Dopo la
insurrezione di Giugno 1848 fece lo stesso, denunziò i proletarî insorgenti
tanto oltraggiosamente che anche Louis Blanc
scrisse un opuscolo contro di lui. E Louis Blanc ci ha detto poi parecchie
volte, che la insurrezione di giugno 1848 fu l’opera degli agenti
Bonapartisti.
Se Mazzini chiama il nostro amico Marx
uomo d’ingegno... dissolvente di
tempra dominatrice, etc. etc. io posso soltanto dirvi che la
dissolvente dominazione e lo spirito geloso di Marx han
saputo mantenere la nostra associazione unita per sette anni, ed ha fatto più di
ogni altro per portarla nella presente orgogliosa posizione. Quanto allo
smembramento della società ch’è, come si dice già cominciato qui in Inghilterra,
il fatto è che George Odger
und Benjamin Lucraft distanzierten
sich von der Adresse des Generalrats „The Civil War in
France“ und traten aus dem Generalrat aus. Siehe Minutes of
the Meeting of the General Council June 20, 1871 und June 27, 1871. In:
MEGA
I/22. S. 565–569 sowie Friedrich Engels: Statement by the
General Council on the letters of George Jacob Holyoake and Benjamin
Lucraft (MEGA I/22. S. 238, 1055–1057).
Schließen due membri
inglesi del Cons.o ch’eran divenuti
troppo intimi con la borghesia trovarono il ns. indirizzo sulla guerra civile
troppo forte e si ritrassero. In luogo di questi abbiamo acquistati Alfred Taylor, John Roach, Charles Mills, Georg
Lochner.
Schließen 4 nuovi inglesi ed Joseph Patrick McDonnell.
Schließen 1
Irlandese, e ci
consideriamo molto più forti, qui in Inghilterra, di quello che eravamo prima
che i 2 rinnegati ci lasciassero. Invece di trovarci in uno stato
di dissoluzione, ora siamo per la 1a volta
pubblicamente riconosciuti dalla intera stampa inglese come una gran potenza europea, e mai un piccolo opuscolo ha
prodotto miglior sensazioni di quello che produsse qui in Londra l’indirizzo sulla guerra
civile
di cui sta per uscire la 3a edizione.
Ripeto ch’è desiderabilissimo che questa risposta a Mazzini si pubblicasse in Italiano e che si mostrasse agli operai italiani che il grande agitatore e cospiratore Mazzini non ha altro concetto per essi che questo: educazione, istruitevi come meglio potete (come se ciò dipendesse da sé soli) adoperatevi a creare più frequenti le società cooperative di consumo (non solo di produzione) e fidate nell’avvenire!!
| Nel Siehe Minutes of the Meeting of the General
Council July 25, 1871. In: MEGA I/22. S. 580–582.
Schließen meeting di Martedì scorso il
Consiglio ha risoluto: Che Die Londoner Konferenz der
Internationalen Arbeiterassoziation fand vom 17. bis 23. September 1871
statt.
Schließen una conferenza privata di
delegati delle varie sezioni degli operai dell’Associaz.e Internaz.le si
tenesse in Londra la 3a domenica di 7bre (17
7bre).
Fu presa tal risoluzione perché un pubblico congresso è ora impossibile, viste le persecuzioni governative che hanno luogo in Spagna, Francia, Germania e forse ancora in Italia. Se tenessimo un pubblico congresso, non avremmo nella maggior parte di questi paesi i ns. delegati eletti pubblicamente, ed ancora essi probabilmente sarebbero arrestati al loro ritorno. Stando le cose così siamo costretti a ricorrere ad una conferenza privata, non pubblicandosi né la convocazione, né la riunione, né le deliberazioni. Simil conferenza ebbe luogo nel 1865 invece di un congresso. L’attuale conferenza può naturalmente riunirsi a Londra soltanto, essendo questa la sola Capitale in Europa dove gli stranieri non sieno condannati dalla polizia alla espulsione. Il numero dei delegati e le norme per le elezioni sono lasciate del tutto alle varie divisioni nazionali. La conferenza non avrà che pochi giorni a sua disposizione e così limiterà le sue discussioni principalmente alle questioni pratiche intorno all’Amministraz.e interna dell’organamento gen.le della società. Come le sue tornate non saranno pubbliche, né le discussioni dopo saranno pubblicate, la discussione dei punti teorici sarà di poca importanza, però la riunione dei delegati sarà una fortunata congiuntura perché si scambino le loro idee. Il Cons. Gen.le sottoporrà alla conferenza una relazione della sua gestione pei due decorsi anni e la conferenza si prònunzierà sul med.mo. Così vi saranno parecchie importanti quistioni prima di procedere innanzi.
Vi prego però di spingere la riorganizzazione delle nostre sezioni in Italia, tanto quanto è possibile affinché esse fossero rappresentate in questa conferenza. Siccome Gambuzzi verrà a Londra verso quest’epoca, forse egli | potrebbe aggiustare il suo viaggio convenientemente e ricevere un mandato come uno dei vs. delegati. Debbo però nel tempo stesso richiamare la vs. attenzione sul capo 8o del Regolamento Amministrativo, che dice:
Solo i delegati di divisioni e sezioni che hanno pagato le loro contribuzioni al Consiglio Generale possono prender parte alle operazioni del Congresso. La contribuzione è di un soldo o 10 centesimi l’anno per ciascun membro e sarebbe bene che fossero mandati prima della conferenza poiché può essere che diversamente operando, possano sorgere delle difficoltà sul fatto dell’Amminist.ne dei delegati.
Vorreste compiacervi mandarmi almeno 6 copie della traduzione italiana «La guerra civile in Francia» tosto che sarà pubblicata per uso del Consiglio.
Sarebbe bene se sull’indirizzo della vs. lettera, invece del mio nome, diciate Sig.na Burns, così proprio: Miss Burns, 122 Regent’s. Park et rien de plus con nessun’altra interna bustina od indirizzo. È mia nipote ed è una fanciulla che non conosce l’italiano e quindi non vi è sbaglio da temere.
Accludo anche il ns. indirizzo al Consiglio Americano denunziando la condotta del loro ambasciatore a Parigi, Sig.r Washburne.
Berichte der Sitzungen des Generalrats vom 11. und 18. Juli 1871 (siehe
Minutes of the Meeting of the General Council. In: MEGA I/22. S.
573–579); die Beilagen sind nicht überliefert.
Schließen 2)
e 3) rapporti pubblicati delle 2 riunioni del
Consiglio
(questi rapporti pubblicati contengono nient’altro che ciò che noi desideriamo
si pubblichi, avendone sottratto tutti gli affari dell’amministrazione
interna).
Zeugenbeschreibung und Überlieferung
Zeugenbeschreibung
Der Standort der Originalhandschrift ist zur Zeit nicht bekannt. Die Veröffentlichung erfolgt nach einer Abschrift. Soweit aus der s/w-Fotokopie zu ersehen ist, besteht die Abschrift aus zehn Seiten liniertem Papier. Der unbekannter Schreiber hat alle zehn Seiten vollständig beschrieben.
Von unbekannter Hand: Nummerierung einiger der Seiten: „553-560“.
Drucke
Anmerkungen zum Brief
Die Beilage („una lettera per C. Palladino“) ist nicht überliefert.
Zitiervorschlag
Friedrich Engels an Carlo Cafiero in Neapel. London, Freitag, 28. Juli 1871. In: Marx-Engels-Gesamtausgabe digital, hg. v. der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, Berlin. URL: https://megadigital.bbaw.de/M1922726. Abgerufen am 02.10.2026.