| 122 R.P.R. N.N. Londra, 28 Luglio 1871

Caro Cafiero

Ho ricevuto la vs.  C. Cafiero an Engels, 12.7.1871.
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lettera del 12
, e spero abbiate ricevuto  Engels an C. Cafiero, 16.7.1871.
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la mia diretta a Napoli alquanti giorni prima
, contenente le norme dell’Associazione,  The International Working Men’s Association. Resolutions of the Congress of Geneva, 1866, and the Congress of Brussels, 1868. London [1869].
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le deliberazioni dei Congressi di Ginevra e Bruxelles
, la 3a edizione del discorso sulla guerra civile in Francia,  [Karl Marx]: The General Council of the International Working Men's Association on the War und [Karl Marx]: Second address of the General Council of the International Working Men's Association on the War. [London] 1870 (MEGA I/21. S. 245–249, S. 485–491). Zusammen in einem Druck: The General Council of the International Working-Men's Association on the War. London: E. Truelove, 256, High Holborn, W.C. 1870.
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quelli sulla guerra franco-germanica
, l’altro inaugurale dell’Associazione 1864 etc. etc. Siffatti documenti basteranno al certo a spiegarvi quali fossero le regole ed i principi della ns. società ed i mezzi di cui dispone il Cons. Gen.le per agire in nome ed in pro della società istessa. Ancora ho ricevuto la Plebe di Lodi , il bullettino su Caporusso ed il N° del Roma del Popolo che contiene l’attacco di Mazzini contro noi.

Quanto ai fatti che si riferiscono a Caporusso pubblicati e poi citati nella vs. lettera sarebbero bastevoli a dichiararlo incapace di farci male alcuno in avvenire. Qualora osasse ripresentarsi al pubblico quale rappresent.te le classi operaie, si renderebbe pubblico il fatto delle L. 300 e ciò annullerebbe le ultime vestigia della sua influenza. Siamo lieti di sapere come costì nulla esista della setta dei Bakunisti. Ci si era fatto ritenere il contrario poiché gli Svizzeri Bakunisti che sempre così fosse affermarono. Costantemente il ripetevano e siccome alcuna risposta ricevevamo delle ns. lettere di Napoli vi credemmo. Non avemmo altro indirizzo a Napoli oltre quello del Caporusso cui furono scritte almeno 3 lettere dal ns. Segretario Francese E. Dupont presente Marx ma il Caporusso ha dovuto soffocarle. Se credete ne valga la pena interrogate il Caporusso intorno a tali lettere. D’altronde mai si ricevettero in risposta lettere di Napoli e se quelle che furono spedite fossero state dirette, come affermate, direttamente al Consiglio, l’è troppo chiaro che tra la Polizia Italiana, Francese ed inglese non ce ne sarebbe pervenuta nessuna.

Avete ben ragione di riposare sul momento riflesso (nel quale con piacere riconosco la voce stessa del vecchio Hegel, cui pure noi tanto dobbiamo) e di dire che l’Associazione non può essere soddisfatta nella sua azione mercé la semplice franca asserzione dell’Art.lo 1 degli Statuti, un principio che se non sarà sviluppato rimarrà una mera negazione, la | negazione del dritto delle classi aristocratiche e borghesi di “exploiter” il proletariato. In verità noi dobbiamo andare molto più in là, noi dobbiamo svolgere il lato positivo della quistione, come la emancipaz.ne del proletariato debba aver effetto e quindi la discussione delle opinioni diverse diviene non pure inevitabile ma necessaria. Como dico, siffata discussione procede costantemente non soltanto nel seno dell’Associaz.e ma sì ancora nel Consiglio Gen.le dove sono Comunisti[,] Proudhonisti[,] Owenisti[,] Chartisti e Bakunisti etc. etc. La massima difficoltà è di riunirli tutti e di fare che le divergenze di opinioni su tali fatti non turbino la solidità e la stabilità dell’Associazione. E qui noi siamo stati sempre fortunati con la sola eccezione degli svizzeri Bakunisti i quali con vera furia settaria, osarono sempre, sia direttamente d’imporre il loro programma all’Associaz.ne, sia indirettamente ancora formando una società internazionale speciale con proprio Cons. Cen.le, proprio congresso, e ciò nel seno della grande Intern.le. Quando vi si provarono sotto la forma di Alliance de la démocratie socialiste de Genève,  «L’Association Internationale des Travailleurs» et «L’Alliance Internationale de la Démocratie Socialiste». Circulaire du Conseil Général, 22 décembre 1868 (MEGA I/21. S. 105–109).
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il Consiglio vi rispose con ciò che segue (22 10 12bre 68)
.

Dopo questo documento ( Programme et règlement de l'Alliance Internationale de la Démocratie Socialiste. [Genève] 1868.
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il Programma ed il Regolamento dell’Alleanza
) la detta Alleanza è fusa interamente nell’Internazionale, mentre essa è fusa interamente fuori di questa Associazione a fianco del Consiglio Generale dell’Internazionale eletti dai Congressi successivi di Ginevra, Losanna e Bruxelles, vi sarà dopo il Regolamento iniziatore (dell’Alleanza) un altro Consiglio Generale con sede a Ginevra che si è nominato esso medesimo. A fianco dei gruppi locali dell’Internazionale vi saranno dei gruppi locali dell’alleanza i quali per mezzo dei loro uffizî nazionali funzionanti al di fuori degli uffizî nazionali dell’Internazionale, domanderanno all’uffizio centrale dell’alleanza la ammissione nell’Internazionale. Il Comitato Centrale dell’Alleanza arrogandosi così il diritto d’ammissione nell’Internazionale. In ultimo luogo il Congresso Generale dell’Associazione Internazionale degli operai troverà ancora la propria ripetizione (doublure) nel Congresso Generale dell’alleanza poiché, dice il regolamento iniziatore al Congresso annuale degli operai, la delegazione dell’Alleanza della democrazia | socialista come branca dell’Associazione Internazionale degli operai terrà le sue sedute pubbliche in un locale separato. [Considerando] Che un secondo corpo internazionale funzionante dentro e fuori dell’Associazione Internazionale degli operai sarebbe il mezzo più infallibile per disorganizzarla. Che ogni altro gruppo d’individui residente in una località qualunque avrebbe il dritto d’imitare il gruppo iniziatore (dell’Alleanza) di Ginevra, sotto pretesti più o meno ostensibili, di aggiungere all’Associazione Internazionale degli operai altre associazioni internazionali con missioni speciali.

Che in questa maniera l’ Associaz.ne Internazionale degli Operai diverrebbe bentosto il giuoco degl’ intriganti di tutte le nazionalità e di tutti i partiti.

Che d’altra parte gli Statuti della Società Intern.le degli operai non ammettono nel suo quadro queste branche locali di branche nazionali (Vedi Art.lo 146 6 degli Statuti[)].

Che è vietato alle Sezioni dell’Associaz.e Internaz.le degli Operai di darsi Statuti o Regolamenti amministrativi contrari agli statuti ed ai regolamenti amministrativi dell’Associaz.e Internaz.le degli Operai (Vedi Art.lo 12 del Regolamento amministrativo).

Che la quistione è stata pregiudicata dalle risoluzioni contro la Lega della Pace, voto adottato unanimemente al Congresso di Bruxelles (Questa lega aveva invitata la internazionale a congiungersi ad altra, e questa fu la nostra risposta a questi borghesi). Che in queste risoluzioni il Congresso dichiara che la Lega della Pace non aveva alcuna ragione di essere poiché dopo le sue recenti dichiarazioni il suo scopo ed i suoi principii erano identici con quegli dell’Associazione Internazionale degli Operai, che parecchi membri del gruppo iniziatore dell’Alleanza nella loro qualità di Delegati al Congresso di Bruxelles ànno votato nelle risoluzioni.

Il Consiglio Generale dell’Associazione Internazionale degli Operai à unanimemente risoluto: 1o. tutti gli articoli | del Regolamento dell’Alleanza Internazionale della Democrazia sociale, statuenti le sue relazioni con l’Associazione Internazionale degli Operai sono ritenute di nessun effetto. 2o. L’Alleanza Internazionale della Democrazia Sociale non è punto ammessa come branca dell’Associaz.eInternaz.le degli Operai.

Su questo punto cioè che l’Internaz.le non può permettere altra Internaz.le settaria di esistere con la propria organizzazione, credo non vi possano essere due opinioni. Non è il menomo dubbio che tutt’i congressi ed i consigli gen.li avvenire opporranno sforzi alla organizzazione di tali intrighi nel nostro stesso seno e sarebbe bene che i ns. amici di Napoli, almeno quelli che hanno appoggi con Ginevra, comprendessero ciò: I Bakunisti sono una piccolissima minoranza nell’Associazione e sono i soli che hanno in ogni tempo procurato dissenzioni. Parlo principalmente degli svizzeri, poiché con gli altri non avemmo che poco o nulla da fare. Abbiamo sempre permesso di avere i loro principî, di diffonderli nel miglior modo che credessero purché rinunziassero ad ogni tentativo di minare l’Associazione o d’imporre il loro programma a noi, e così vedranno che gli operai di Europa non si faranno mica gl’istrumenti di una piccola setta. Quanto poi alle loro viste teoriche  Karl Marx: Le Conseil Général de l'Association Internationale des Travailleurs au Bureau Central de l'Alliance de la Démocratie Socialiste. Circulaire du 9 mars 1869. (MEGA I/21. S. 118–119).
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il Cons. Gen.le scrisse all’Alleance il 9 di Marzo 1869
citando l’Art.lo 1o degli Statuti.

Come le sezioni delle classi operaie nei diversi paesi si trovano messe in una condizione diversa di sviluppo, ne segue necessariamente che le loro opinioni teoriche che riflettono il movimento reale, sieno così divergenti. Intanto la comunanza di azione iniziata dall’Assoc.e Intern.le degli operai[,] il ricambio delle idee facilitato dalla pubblicità fatta dagli organi delle differenti sezioni nazionali, le discussioni infine dirette nei Congressi, non mancheranno d’ingenerare graduatamente un programma teorico comune. Così sarebbe al di fuori delle funzioni del Consiglio Generale di fare l’|esame critico del programma dell’alleanza. Noi non dobbiamo punto ricercare se, sì o no, sia una espressione adeguata del movimento proletario. Per noi si tratta solamente di sapere s’essa non contenga nulla di contrario alla tendenza generale della nostra associazione, cioè contro l’emancipazione completa delle classi operaie.

Vi ho dunque citato questo in esteso per provarvi come sarebbe infondato qualsivoglia addebito al Cons. Gen.le ch’esso cioè oltrepasserebbe il limite dell’Art.lo 1o degli Statuti. Nelle sue ufficiali attribuzioni per ciò che riguarda ammissione o rifiuto di divisioni, non può al certo agir così; ma intorno alle ricerche delle discussioni sopra i punti teoretici il Consiglio non desidera nulla più ardentemente di ciò. Da simili discussioni il Consiglio spera pervenire ad un programma generale teorico che fosse accetto al proletariato Europeo. In tutti i nostri congressi teorici, le discussioni hanno occupato lungamente la maggior parte del tempo, ma fa d’uopo notare che in queste discussioni teoriche Bakounine ed i suoi amici vi hanno preso piccolissima parte. Il Cons. Gen.le anche nelle sue carte ufficiali è andato più lontano assai dell’Art.lo lo. Leggete tutt’i discorsi mandativi ed in particolare il No°3 di quello sulla guerra civile in Francia, in cui ci dichiariamo in favore del Comunismo, della quale cosa, senza dubbio, i molti Proudhonisti dell’Assemblea saranno stati terribilmente dispiaciuti. Ciò potemmo fare perché condottivi dai Capitalisti Calunniatori della Comune di Parigi. – Non esiste alcun documento messo fuori dal Cons. Gen.le che vada al di là dell’Art.lo 1. Ma il Consiglio può andare oltre il programma ufficiale delle associazioni, solamente tanto quanto le circostanze possono giustificarlo: esso non può dare ad alcuna sezione il dritto di dire: Avete infranto i ns. statuti; proclamate ufficialmente cose che non sono nelle regole dell’Associazione. Voi dite che i ns. amici di Napoli non son contenti della mera astrazione, essi vogliono qualche | cosa di concreto, non si contentano di altro che dell’eguaglianza, dell ordine sociale invece del disordine. Bene, noi siamo disposti a fare dippiù. Non vi ha nel Con. Gen.le un uomo solo che non sia per l’abolizione totale delle Classi sociali e non vi è un sol documento del Cons. Gen.le che non sia in armonia con ciò. Noi dobbiamo liberarci di proprietarî rurali e dei Capitalisti, sostituendo e spingendo le classi associate degli Operai, agricole ed industriali, e tutt’ i mezzi di produzione, terre, istrumenti, macchine, materiali grezzi e quanti mezzi vi sono a sostenere la vita durante il tempo necessario alla produzione. Con ciò la ineguaglianza dovrà cessare. E per condurre questo a termine abbiamo bisogno della supremazia politica del proletariato. Credo che ciò sia abbastanza concreto per gli amici di Napoli. Nel tempo istesso mentre noi siccome altri adempiono la parte nostra nel lavoro del cattivo terreno non deesi pretendere che il Cons. Gen.le mandi fuori a brevi periodi proclami incendiarî, coi quali buona parte dei nostri membri sarebbero contenti, mentre l’altra parte sarebbe certamente dispiaciuta. Se però una reale congiuntura si manifesta, allora è che ci mostriamo forti, come avvenne all’indirizzo della guerra civile, e ciò è provato con quella della Francia. Per la quistione religiosa non possiamo ufficialmente parlarne, eccetto dove i preti ci provocano, ma voi sentirete lo spirito di ateismo in tutte le ns. pubblicazioni, ed inoltre noi non ammettiamo società alcuna che abbia il più lieve senso di allusione religiosa nei suoi statuti. Molti volevano concorrervi, ma furon tutti invariabilmente respinti. Se i ns. amici di Napoli si costituissero in società di Atei e non ricevessero che Atei, che cosa diverrebbe mai la loro propaganda in una città in cui, e voi stesso lo dite, non solo Dio è onnipotente ma anche San Gennaro cui bisogna trattare delicatamente.  Die Beilage ist nicht überliefert.
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Accludo una lettera per C. Palladino
contenente le espressioni di simpatia per la Sez.ne Napoletana secondo i vs. desiderî, compiacetevi passargliela.

Ora a Mazzini.  Siehe Minutes of the Meeting of the General Council July 25, 1871. In: MEGA I/22. S. 580–582.
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Il suo articolo in Roma del Popolo l’ho | comunicato al Consiglio lo scorso Martedì
. Vi manderò il  Der Bericht über die Sitzung des General Council vom 25. Juli 1871 wurde in der „Eastern Post“, Nr. 148, 29. Juli 1871 veröffentlicht. Siehe MEGA I/22. S. 583/584.
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rapporto pubblicato sulla discussione
fra pochi giorni. Per l’Italia però è da desiderare che il seguente sia pubblicato.

Mazzini dice: [«] Quest’Associazione fondata anni addietro in Londra, e alla quale io ricusai fin da principio la mia cooperazione... un nucleo d’individui che s’assume di governare direttamente una vasta moltitudine d’uomini diversi per patria, tendenze, condizioni politiche, interessi economici e mezzi di azione, finirà sempre per non operare, o dovrà operare tirannicamente. Per questo io mi ritrassi, e si ritrasse dopo la sezione operaia italiana».

Ora ecco i fatti. Dopo il meeting in 7bre 28. 1864, nel quale la ns. società fu fondata non appena il Consiglio provvisorio veniva eletto nella detta pubblica assemblea, il maggiore L. Wolf presentò un manifesto ed un numero di regole fatte da Mazzini proprio. Non solo non fuvvi obiezione di governare direttamente una moltitudine etc., non solo egli non diceva che questo sforzo «se lavora interamente, dovrà operare tirannicamente» ma al contrario le regole furono concepite nello spirito di una cospirazione centralizzata, dando tirannico potere alla corporazione centrale. Il manifesto era nel solito stile di Mazzini, la démocratie vulgaire, offrendo dritti politici agli operai nello scopo di mantenere intatti i privilegi sociali delle classi medie ed elevate. Tale manifesto e progetto di norme, furono poi respinti. Ma gli Italiani (leggete i nomi a dorso del ns. discorso inaugurale) rimasero membri finché la d.a questione non fu ripresentata a riguardo di alcuni bourgeois francesi democratici i quali desideravano di servirsi dell’Internaz.le. Quando questi non furono ricevuti, allora prima Wolf e poi gli altri si ritirarono e noi l’avevamo per sempre finita con Mazzini. Alquanto dopo  [Pierre Vésinier:] L’Association Internationale des Travailleurs. Un des membres du comité … In: L’Écho de Verviers. Nr. 293, 16. Dezember 1865. S. 1/2; [derselbe:] L’Association Internationale des Travailleurs. Fin. Ebenda. Nr. 294, 18. Dezember 1865. S. 2/3. Als Antwort verfasste Hermann Jung einen Artikel (von Marx redigiert): [Lettre ouverte à Pierre Vésinier publiée dans „L’Écho de Verviers“.] In: L’Écho de Verviers. Nr. 43, 20. Februar 1866. S. 1/2. [dort u. d. T.:] L’Association Internationale des Travailleurs. (MEGA I/20. S. 603–611.)
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il Consiglio Centrale in risposta ad un Art.lo di Vésinier, dichiarò nel giornale di Liège
| che Mazzini non fu mai membro dell’Associaz.ne e che i piani del suo manifesto e le regole furono rigettate. Avrete veduto che anche nella stampa inglese Mazzini ha furiosamente attaccato la Comune di Parigi, ciò è proprio quel ch’egli sempre fa quando i proletarî si elevano; dopo tale disfatta egli li denunzia ai bourgeois. Dopo la insurrezione di Giugno 1848 fece lo stesso, denunziò i proletarî insorgenti tanto oltraggiosamente che anche Louis Blanc scrisse un opuscolo contro di lui. E Louis Blanc ci ha detto poi parecchie volte, che la insurrezione di giugno 1848 fu l’opera degli agenti Bonapartisti.

Se Mazzini chiama il nostro amico Marx uomo d’ingegno... dissolvente di tempra dominatrice, etc. etc. io posso soltanto dirvi che la dissolvente dominazione e lo spirito geloso di Marx han saputo mantenere la nostra associazione unita per sette anni, ed ha fatto più di ogni altro per portarla nella presente orgogliosa posizione. Quanto allo smembramento della società ch’è, come si dice già cominciato qui in Inghilterra, il fatto è che  George Odger und Benjamin Lucraft distanzierten sich von der Adresse des Generalrats „The Civil War in France“ und traten aus dem Generalrat aus. Siehe Minutes of the Meeting of the General Council June 20, 1871 und June 27, 1871. In: MEGA I/22. S. 565–569 sowie Friedrich Engels: Statement by the General Council on the letters of George Jacob Holyoake and Benjamin Lucraft (MEGA I/22. S. 238, 1055–1057).
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due membri inglesi del Cons.o
ch’eran divenuti troppo intimi con la borghesia trovarono il ns. indirizzo sulla guerra civile troppo forte e si ritrassero. In luogo di questi abbiamo acquistati  Alfred Taylor, John Roach, Charles Mills, Georg Lochner.
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4 nuovi inglesi
ed  Joseph Patrick McDonnell.
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1 Irlandese
, e ci consideriamo molto più forti, qui in Inghilterra, di quello che eravamo prima che i 2 rinnegati ci lasciassero. Invece di trovarci in uno stato di dissoluzione, ora siamo per la 1a volta pubblicamente riconosciuti dalla intera stampa inglese come una gran potenza europea, e mai un piccolo opuscolo ha prodotto miglior sensazioni di quello che produsse qui in Londra l’indirizzo sulla guerra civile di cui sta per uscire la 3a edizione.

Ripeto ch’è desiderabilissimo che questa risposta a Mazzini si pubblicasse in Italiano e che si mostrasse agli operai italiani che il grande agitatore e cospiratore Mazzini non ha altro concetto per essi che questo: educazione, istruitevi come meglio potete (come se ciò dipendesse da sé soli) adoperatevi a creare più frequenti le società cooperative di consumo (non solo di produzione) e fidate nell’avvenire!!

| Nel  Siehe Minutes of the Meeting of the General Council July 25, 1871. In: MEGA I/22. S. 580–582.
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meeting di Martedì scorso
il Consiglio ha risoluto: Che  Die Londoner Konferenz der Internationalen Arbeiterassoziation fand vom 17. bis 23. September 1871 statt.
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una conferenza privata di delegati delle varie sezioni degli operai dell’Associaz.e Internaz.le si tenesse in Londra la 3a domenica di 7bre (17 7bre)
.

Fu presa tal risoluzione perché un pubblico congresso è ora impossibile, viste le persecuzioni governative che hanno luogo in Spagna, Francia, Germania e forse ancora in Italia. Se tenessimo un pubblico congresso, non avremmo nella maggior parte di questi paesi i ns. delegati eletti pubblicamente, ed ancora essi probabilmente sarebbero arrestati al loro ritorno. Stando le cose così siamo costretti a ricorrere ad una conferenza privata, non pubblicandosi né la convocazione, né la riunione, né le deliberazioni. Simil conferenza ebbe luogo nel 1865 invece di un congresso. L’attuale conferenza può naturalmente riunirsi a Londra soltanto, essendo questa la sola Capitale in Europa dove gli stranieri non sieno condannati dalla polizia alla espulsione. Il numero dei delegati e le norme per le elezioni sono lasciate del tutto alle varie divisioni nazionali. La conferenza non avrà che pochi giorni a sua disposizione e così limiterà le sue discussioni principalmente alle questioni pratiche intorno all’Amministraz.e interna dell’organamento gen.le della società. Come le sue tornate non saranno pubbliche, né le discussioni dopo saranno pubblicate, la discussione dei punti teorici sarà di poca importanza, però la riunione dei delegati sarà una fortunata congiuntura perché si scambino le loro idee. Il Cons. Gen.le sottoporrà alla conferenza una relazione della sua gestione pei due decorsi anni e la conferenza si prònunzierà sul med.mo. Così vi saranno parecchie importanti quistioni prima di procedere innanzi.

Vi prego però di spingere la riorganizzazione delle nostre sezioni in Italia, tanto quanto è possibile affinché esse fossero rappresentate in questa conferenza. Siccome Gambuzzi verrà a Londra verso quest’epoca, forse egli | potrebbe aggiustare il suo viaggio convenientemente e ricevere un mandato come uno dei vs. delegati. Debbo però nel tempo stesso richiamare la vs. attenzione sul capo 8o del Regolamento Amministrativo, che dice:

Solo i delegati di divisioni e sezioni che hanno pagato le loro contribuzioni al Consiglio Generale possono prender parte alle operazioni del Congresso. La contribuzione è di un soldo o 10 centesimi l’anno per ciascun membro e sarebbe bene che fossero mandati prima della conferenza poiché può essere che diversamente operando, possano sorgere delle difficoltà sul fatto dell’Amminist.ne dei delegati.

Vorreste compiacervi mandarmi almeno 6 copie della traduzione italiana «La guerra civile in Francia» tosto che sarà pubblicata per uso del Consiglio.

Sarebbe bene se sull’indirizzo della vs. lettera, invece del mio nome, diciate Sig.na Burns, così proprio: Miss Burns, 122 Regent’s. Park et rien de plus con nessun’altra interna bustina od indirizzo. È mia nipote ed è una fanciulla che non conosce l’italiano e quindi non vi è sbaglio da temere.

Accludo anche il ns. indirizzo al Consiglio Americano denunziando la condotta del loro ambasciatore a Parigi, Sig.r  Washburne.

 Berichte der Sitzungen des Generalrats vom 11. und 18. Juli 1871 (siehe Minutes of the Meeting of the General Council. In: MEGA I/22. S. 573–579); die Beilagen sind nicht überliefert.
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2) e 3) rapporti pubblicati delle 2 riunioni del Consiglio
(questi rapporti pubblicati contengono nient’altro che ciò che noi desideriamo si pubblichi, avendone sottratto tutti gli affari dell’amministrazione interna).

F. Engels.

Zeugenbeschreibung und Überlieferung

Zeugenbeschreibung

Der Standort der Originalhandschrift ist zur Zeit nicht bekannt. Die Veröffentlichung erfolgt nach einer Abschrift. Soweit aus der s/w-Fotokopie zu ersehen ist, besteht die Abschrift aus zehn Seiten liniertem Papier. Der unbekannter Schreiber hat alle zehn Seiten vollständig beschrieben.

Von unbekannter Hand: Nummerierung einiger der Seiten: „553-560“.

Anmerkungen zum Brief

Die Beilage („una lettera per C. Palladino“) ist nicht überliefert.

 

Zitiervorschlag

Friedrich Engels an Carlo Cafiero in Neapel. London, Freitag, 28. Juli 1871. In: Marx-Engels-Gesamtausgabe digital, hg. v. der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, Berlin. URL: https://megadigital.bbaw.de/M1922726. Abgerufen am 02.10.2026.

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