| Napoli, 27 novembre 1871.
3,
Discesa della Sanità.
Mio caro Amico
Ho ricevuto la Nicht überlieferter Brief von Engels an C. Cafiero,
23.10.1871.
Schließen vostra lettera del 23 ottobre da Torino; mentre io vi ho già da diversi
giorni inviato una lettera raccomandata (to Miss Burns) contenente il rapporto della sezione di Napoli. Sperando
di sentire che voi abbiate ricevuto esattamente tutti i documenti speditovi da
Roma. Resoconti, cioè, Patto di fratellenza, Indirizzo ai delegati per un gruppo
d’internazionalisti, ecc.
io
vi spedisco ora il
resoconto
qui
alligatoche
Tucci ed io abbiamo steso
collettivamente. Ricevo sempre l’“Eastern Post”, e, come vedrete, fo successivamente
pubblicare quanto vi trovo dentro che riguardi l’Internazionale. Al “Daily News” che nel suo no 7 960, del
2 nov. non sarebbe stata forse fuori proposito una vostra letterina in risposta
alla sua lettera da Roma sul congresso operaio. Non per avvelenare certamente la
gioia di quel corrispondente per l’astensione degli operai romani da un
congresso repubblicano, al quale poi finirono per prendere parte, protestando
contro i loro capi borghesi-monarchici; trovandosi ora riuniti per federarsi
sotto la bandiera dell’Internazionale; non per dirgli queste cose a voi peranco
ignote, ma per contradire solamente il suo asserto, che “Italy is the last
country in the world where such doctrines (of the International) are likely to
meet with a strong and general support”. Queste parole indicano o ignoranza o
malizia. Voi vedete, che tutto si traduce e si pubblica regolarmente, e, che se
si va un poco a rilento, ciò dipende dal non esservi ancora un regolare e
numeroso Consiglio federale italiano. Figuratevi che si fa tutti i mestieri,
articolista, propagandista, delegato ai congressi, organizzatore di centri
locali, e promotore di federazione nazionale, e quindi corrispondente per
l’interno e per l’estero. Un solo mestiere non avevamo fatto ancora, almeno
Schließen almento ufficialmente, e lo faremo
forse presto, il mestiere cioè di venditori di giornali per le vie di Napoli. E
ciò a causa del “Motto d’ordine”
al quale si fa una guerra fierissima dalla coalizione di quanto v’à di più sozzo
in genere di borghesia, sbirraglia governativa, nobilume, e pretume. Il povero
giornale minaccia di morire, o di sfuggirci dalle mani; ma in ogni modo se mi
manderete delle corrispondenze esse ci saranno utilissime, pel “Motto d’ordine”
o per altro nostro organo, che in morte di questo, noi potremo fondare. Conosco
Riggio intimamente, e voi farete bene a mantenere con lui una regolare
corrispondenza, e cercate nelle vostre lettere di battere sullo scopo |2 della nostra associazione: l’emancipazione economica degli operai, sola via
che può condurci alla libertà sotto tutte le sue forme. E vi dico ciò perché
veggo
spesso
l’“Eguaglianza” divagarsi in
quistioni politiche che non hanno per noi interesse di sorta. Noi da qui gli
scriviamo pure nello stesso senso. Per la federazione di Torino poi l’è un altro
affare. Là la quistione è compresa perfettamente.
Dai
giornali che voi troverete nel pacco, che spedisco collo
stesso corriere col quale partirà questa mia, potrete ben rilevare la lotta
accanita che nei scorsi giorni vi è stata nella federazione torinese. Beghelli delegato della federazione a Roma, è un
mazziniano, o meglio un uomo senza un colore spiccato, che presentato a
Mazzini, a Roma, avea assunto il nobile
scopo di disfare, anzi di portare la federazione di Torino nel campo mazziniano.
Il piccolo piano era assai ben preparato; e mentre Beghelli proponea in Torino,
Mazzini scriveva nella “Roma del
Popolo” un violentissimo attacco contro i tre delegati, che nel
congresso di Roma aveano respinto, e si erano ritirati innanzi alla vergognosa
proposta di accettare l’infallibilità mazziniana (non vi ho spedito la “Roma del
Popolo”, perché ci è necessaria per rispondere); usando però dolci e lusinghiere
parole per gli operai torinesi, ch’ei sperava ricondurre sul retto sentiero. Terzaghi mi
scrisse immediatamente chiedendomi consiglio per la proposta accettazione del
“Patto di fratellanza” di Roma, annunciandomi la tempestosa seduta nella quale
Beghelli avea fatta la detta proposta. La quistione era rimasta sospesa per
essere risoluta dalla prossima assemblea domenicale. Io avea ricevuto la lettera
con ritardo, e non v’era perciò un minuto da perdere. Rischiai perciò un
dispaccio (cosa assai difficoltosa per noi in Italia con le vessazioni
poliziesche) nel quale io dicea - Non aderite affatto. Approvo vostra lettera.
Scritto in proposito. Telegrafate e scrivete
risultato;
ed in
risposta -
Sto propagando non accettare affatto, vedrò risultato, spero
favorevolissimo. Nello stesso tempo io scrissi a Torino una lettera lunghissima,
nella quale attaccava violentemente la borghesia in generale, e la mazziniana in
particolare che cercava distogliere i buoni operai torinesi dalla organizzazione
internazionale per farne gli schiavi della loro politica;
sforzandomi dipingere con vivi colori lo stato del proletariato, che non sarebbe
stato cambiato per nulla sotto una repubblica mazziniana. Nello stesso tempo
appariva nel “Motto d’ordine” un articolo contro Beghelli. Dai giornali che vi
spedisco rileverete come la vittoria è stata completa per l’Internazionale, ed
oggi stesso partono per la Federazione torinese indirizzi di congratulazioni
dagli operai di Napoli. Laplace ha fatto
bene a |3 dimettersi, essendo egli entrato in una falsa posizione con
la sua lettera a Petroni, ed altri atti
riprovevoli nella sua qualità di Presidente di una federazione operaia
dell’Internazionale.
(28 nov.) Questa mia non mi
fu possibile di finirla ieri; ma credetti bene di non ritardarvi l’invio del
pacco dei giornali, che avrete ricevuto già quando questa lettera vi perverrà.
Finisco dunque per l’affare di Torino, perché dai giornali voi potrete assai
bene rilevare tutta la importanza della crisi traversata, e della susseguente
vittoria nostra. La federazione torinese diventa ora una delle parti più care
della nostra Associazione in Italia, ed io mi consolo di vedervi figurare in
essa il bravo Abello qual presidente, ed il
bravo Terzaghi qual segretario. Vedete bene
che anche l’Indirizzo sulla guerra civile in Francia si va pubblicando, un po’
tardi sì, ma si pubblica. E pensate che tutte le mie carte si trovano in mano al
fisco e non ci troveremo più un solo testo originale in inglese. Quando l’Eguaglianza avrà compiuto la
pubblicazione dell’Indirizzo io lo farò riprodurre nel “Motto d’ordine”, (se non muore). Se mi mandaste
ancora una copia in inglese di quell’Indirizzo ve ne sarei gratissimo. Voi forse
osserverete che il “Motto d’ordine” non è sempre uguale nei suoi articoli, ma se
sapeste come si compone la redazione di quel giornale! In ogni modo è bene
sappiate che non è un affare che ci appartiene pienamente, noi ci entriamo di
sbieco e cerchiamo di rendercelo utile per quanto è possibile. Son sicuro che
avrete riso molto leggendo una certa lettera di un tal Ferraiuoli, lunga
tiritera di sciocchezze ed enormi corbellerie, che apparve con grande nostra
sorpresa e dolore. Però vedete che il giornale è molto modificato da qualche
giorno, e minaccia quasi di perfezionarsi sempre più. Ho ricevuto ieri sera un
pacco contenente l’“Eastern
Post”, l’“Egalité”, il
“Qui vive”, “The Irish republic”, le “Risoluzioni” in
francese ed una copia dei statuti gen. corretti e
riveduti; della quale io ne avea già ricevuta una
prima copia nell’antecedente no dell’“Eastern
Post”,
vi ringrazio infinitamente di tutto ciò, che nella mia
posizione mi reca un grande aiuto. Forse avrò occasione di fare qualche giro
in Italia, o non potendolo io stesso vi andrà altri. A suo tempo,
io forse avrò occasione di sollecitare una o più delegazioni dal Cons. Gen.
giusta la Ris. III della Conf. onde avere una credenziale in piena regola per
presentarmi fra quei nuclei nei quali sono poco noto, od anche ad esserlo di
nome non lo sono di persona, perché io ora penso promuovere senz’altro la
Confederazione italiana di tutti i nuclei e federazioni |4 dell’Inter.
in Italia. Per ciò che riguarda la campagna si sta pensando seriamente; ed io
spero che presto potremo concretizzare qualche cosa, perché avendo tentata la
propaganda in diversi punti, massime dell’Italia meridionale, si è esperimentata
la nostra parola di un magico effetto sulle popolazioni agricole. Mentre per la
formazione di branche di operaie, devo dirvi che nella sezione di Napoli vi
erano molte donne operaie, che frequentavano la assemblea generale, e le scuole
della sezione; e ve ne saranno anche nella federazione operaia napoletana, che,
mercé le persecuzioni sofferte, comincerà presto a vivere di vita pubblica
invece di una sezione sola. Ah! Sì, mio caro amico, il governo ci ha fatto molto
bene con le sue persecuzioni; il mio arresto è stato un vero tesoro; pensate, ha
rotto il ghiaccio, e per più di 15 giorni [in]
tutte le gazzette d’Italia non si parlò che
d’Inter.
petrolio(?),
dei pazzi comunisti italiani, dei giovani imberbi che rinnegano le credenze dei
loro padri ecc. ed a me mi qualificarono col titolo di fanatico per l’Inter. (e questo fu il più benigno). In somma bene o
male l’Internazionale oggi in Italia è un fatto, pubblicamente e francamente
affermato, essa è entrata a far parte della vita normale del popolo. E sì che,
al mio arrivo in Italia, in maggio, un mio amico mi raccomandava di volermi
tener ben celato, perché in Italia l’Inter. era tenuta in conto di una banda di
briganti. E ritornando alla quistione delle donne godo di potervi annunziare che
si è qui formato un comitato femminile promotore dell’Inter. fra le donne, e le
cittadine che lo compongono mi danno a sperare molto per la sua utilità: esso
tiene le sue sedute regolari settimanali. Dovrei scrivervi dei volumi se volessi
parlarvi di tutto il lavoro che abbiamo per le mani. Smetto perciò di dirvi
molte cose che poi rileverete nel loro sviluppo dai nostri giornali. Ritorno di
nuovo alla Conferenza per dirvi che quella risoluzione IX ci sta creando
imbarazzi di ogni sorta avendo di molto imbrogliata una posizione assai
nettamente definita dallo statuto generale. La costituzione dell’Int. a partito
politico (benché opposto ed avverso ecc.) è stata assai male intesa; e
positivamente, come vi accennava nell’altra mia essa ci mette legati ai piedi
dei mazziniani. Leggete il nostro rapporto, e poi vestitevi dei panni nostri e
dateci una risposta. Badate alla mia risposta al cittadino Marcora sui diecimila
programmi dell’Inter. La federazione di Torino ci fa sapere nel suo
manifesto che il Cons. Gen. avea sospesa quella risoluzione; che era stata
respinta da molte sezioni e branche. Insomma se quella risoluzione resta io o
dovrò restare imbrogliato come un pulcino nella stoppa, nel mio lavoro di
propaganda ecc. ed impossibilitato a fare tutto quel che fo, o schierarmi
francamente fra coloro che la respingono, e come la prima posizione mi piace
meno accetterò la seconda, la quale però non soddisfacendomi punto, vorrei ad
ogni costo scongiurare. Vi prego caldamente a prendere la cosa in seria
considerazione. Come mi dicevate che La
Cecilia proponeva Es ist
eine handschriftliche Fassung der italienischen Übersetzung der Statuten
und Verwaltungsverordnungen überliefert (Statuti Generali e
Regolamenti Amministrativi della Associazione Internazionale degli
Operaj. Edizione ufficiale, rivista e corretta dal Consiglio
Generale. Londra 1871. — IISG, Jung-Nachlass, Sign. 95). Eine
offizielle italienische Ausgabe konnte jedoch nicht erscheinen, da es
dem Generalrat an den erforderlichen Mitteln für den Druck fehlte. Siehe
hierzu MEGA
I/22. S. 1217.
Schließen la traduzione
italiana dello statuto gen., nuova edizione così non me ne
occuperò; devo però esprimervi la mia sorpresa di
non aver trovato in questa edizione inserite alcune
risoluzioni del Congresso di Basilea come quelle riguardanti la proprietà e
qualche altra. Vi prego di volermi dare delucidazioni al riguardo. Finisco per
ora, solo perché me ne manca il tempo: mentre vorrei ancora dirvi molte altre
cose, che rimando ad altra mia. Vi raccomando di farmi sapere qualche cosa
sull’opera di Marx “Das Capital” secondo
che vi chiesi nell’altra mia. Pare che il governo non si occupa troppo delle mie
lettere[,]
scrivetemi
pure; le vostre lettere però chiudetele con la ceralacca. Le comunicazioni
particolari potreste mandarle al mio indirizzo per ora mi pare non vi sia
pericolo. Le stampe avvolte nei giornali è il miglior sistema e se quelle
comunicazioni fossero stampate mandatemene copia nei giornali. Se no, avete
ricevuto due copie di una
certa
cifra? Con buona pace di Marx, che dichiarò non aver usato mai
cifre, servitevi pure di essa, ed il motto d’ordine o chiave, sia il vostro
“proprio” stesso, ma il solo nome di famiglia, o cognome.
Carlo Cafiero
P.S. Perdonatemi, mio caro, la fretta nella quale vi scrivo; non badate se
trovate talvolta qualche lettera in più o in meno.
Zeugenbeschreibung und Überlieferung
Zeugenbeschreibung
Soweit aus der Fotokopie zu ersehen ist, besteht der Brief aus zwei Blatt weißem Papier. Cafiero hat alle vier Seiten vollständig beschrieben.
Von Engels’ Hand: Vermerk oben auf der ersten Seite: „Napoli 27 Nov 71. / C. Cafiero / Btw. 8 März 72“.
Zitiervorschlag
Carlo Cafiero an Friedrich Engels in London. Neapel, Montag, 27., und Dienstag, 28. November 1871. In: Marx-Engels-Gesamtausgabe digital, hg. v. der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, Berlin. URL: https://megadigital.bbaw.de/M0983696. Abgerufen am 08.08.2026.