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            <titleStmt>
                <title><idno>751</idno>Carlo Cafiero an Friedrich Engels in London. Neapel,
                    Mittwoch, 29. November bis Samstag, 23. Dezember 1871</title>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lindenberg</surname>
                        <forename>Thomas</forename>
                    </persName>
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                    <persName>
                        <surname>Lura</surname>
                        <forename>Caroline</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
            </titleStmt><editionStmt><p/></editionStmt>
            
            <publicationStmt><publisher><ref target="https://www.bbaw.de">Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften</ref></publisher><pubPlace ref="https://www.geonames.org/2950159">Berlin</pubPlace><availability><licence target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/">Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)</licence></availability><idno type="URLWeb">https://megadigital.bbaw.de/</idno><idno type="URLXML">https://megadigital.bbaw.de/.xml</idno></publicationStmt>
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                <msDesc rend="manuscript">
                    <msIdentifier>
                        <institution>Standort Orig. nicht bekannt; Kopie: RGASPI</institution>
                        <idno><idno type="shelfmark">f. 1 op. 1 d. 3170. Fotosign.
                                10357a–j</idno></idno>
                    </msIdentifier>
                    <physDesc>
                        <p>Soweit
                            aus der Fotokopie zu ersehen ist, besteht der Brief aus drei Bogen
                            weißem Papier. Cafiero hat neun Seiten vollständig und eine zehnte Seite
                            zu zwei Dritteln beschrieben, vier davon im Querformat; die zwei übrigen
                            Seiten blieben vermutlich leer.</p>
                        <p>Auf allen Seiten scheint der Text der Rückseite durch, was die Lesbarkeit
                            erschwert.</p>
                        <p>Von Engels’ Hand: Vermerk oben auf der ersten Seite: „Napoli 29. Nov. 71
                            / Carlo Cafiero / 
                            <ref target="https://megadigital.bbaw.de/M0526325">Btw. 28.
                            Dez.</ref>“.</p>
                    </physDesc>
                </msDesc>
                <listWit>
                    <witness>
                        <bibl type="print" corresp="https://megadigital.bbaw.de/QB8KYVI2">Erstveröffentlichung: La
                            corrispondenza di Marx e Engels con italiani (1964). S. 93–100.</bibl>
                    </witness>
                </listWit>
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        <profileDesc><textClass><keywords><term>letter</term></keywords></textClass>
            <correspDesc>
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                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005897 http://d-nb.info/gnd/131848283">Carlo Cafiero</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M5198112 https://www.geonames.org/3172394">Neapel</placeName>
                    <date from="1871-11-29" to="1871-12-23" cert="high"/>
                </correspAction>
                <correspAction type="received">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0001917 http://d-nb.info/gnd/118530380">Friedrich Engels</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004412 http://www.geonames.org/2643743">London</placeName>
                </correspAction>
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                    <ref type="next" target="https://megadigital.bbaw.de/M0526325"/>
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        </profileDesc>
        
    </teiHeader>
    <text><body>
            <div type="writingAct">
                <opener><dateline sameAs="MBDatumszeile"><pb/> Napoli 29 Novembre 1871<lb/>3.
                        Discesa della Sanità</dateline><salute sameAs="MBAnrede">Mio carissimo
                        amico</salute></opener>
                <p rend="MBTextOhneEinzug" style="text-align: justify; ">Questa mane ho ricevuto la
                    vostra
                    lunga lettera
                    contenente
                    l’altra per <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M9128650 https://d-nb.info/gnd/107484355X">Palladino</persName>,
                    mentre era solo due giorni che io vi avea spedito un’altra lunga mia contenente
                    il rapporto del Congresso di Roma. Sento pure il bisogno di scrivervi di nuovo,
                    e senza perdite di tempo. Per quel <bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/XC8RWHFW">librettino</bibl> di <hi rendition="#u"><persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0009240 1024068">Marius</persName></hi>, l’è proprio come voi dite, e
                    l’autore di esso è un povero diavolo che l’ha messo fuori per vera speculazione,
                    un giovinetto che dice di aver militato sotto la Comune, mentre la pubblicazione
                    non ha avuto alcuna importanza. State bene in guardia contro i mardochei, e non
                    rispondete mai senza esservi prima accertato per bene sulla persona che vi
                    scrive. Non vi date alcun pensiero per la Società Universale dei Razionalisti.
                    Non appena ricevuto quel n<hi rendition="#sup">o</hi> del <bibl type="periodika" corresp="">L<ex>ibero</ex> P<ex>ensiero</ex></bibl>
                    con la nomina di rappresentante di
                    detta
                    Società, io risposi a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M2271479">Stefanoni</persName> con una lunga lettera della quale eccone il sunto:
                    Tutti due noi vogliamo la stessa cosa; la fine di ogni autorità, il regno della
                    ragione, e quindi l’eguaglianza fra gli
                    uomini; ma
                    discordiamo radicalmente nei mezzi, predicando voi la società
                    ed io l’Int<ex>ernazionale</ex>. Voi con la vostra Società, infatti, partite
                    dall’altezza di un punto razionale per venire al punto pratico, mentre noi dal
                    punto pratico per salire al razionale. Il nostro piano è essenzialmente opposto.
                    (Questo concetto largamente svolto formava tutto il corpo della mia lettera, la
                    quale concludeva) Non Dio, ma il capitale è il fondamento di ogni autorità; è
                    esso che crea e mantiene Dio, i santi, i preti, i re, i birri, i ruffiani, i
                    profeti, e tutto quel che
                    segue.–
                    Tralascio tutto il resto della vostra organizzazione che dichiarate sottomessa
                    alle riforme, modifiche del Congresso, essendo bastevole il dimostrarvi
                    l’impossibilità di venir d’accordo sul punto fondamentale del
                    nostro
                    piano.–
                    Credete pure che l’emancipazione economica, scopo finale dell’Inter. potrà
                    solamente fare cessare ogni sorta di ineguaglianza, ogni sorta di pregiudizio
                    religioso ecc. Io mi guarderò assai bene di portare incremento ad associazione
                    la cui corrente potrebbe un giorno venire ad incontrarsi con quella contraria
                    dell’Int. La cosa però non ha avuto sino ad ora importanza di sorta, e credo che
                    tutto concluso si ridurrà ad un meritorio conato di qualche borghese. Qualsiasi
                    seguito essa potesse poi avere, io non mancherò di tenervene puntualmente
                    informato.–
                    Ed ora eccomi che vengo alle dolenti note.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Sono purtroppo con voi
                    daccordo su quanto mi dite di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004726 http://viaf.org/viaf/9838418">Theisz</persName>,
                        <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0003574">Bastelica,</persName> ecc. e deploro grandemente la
                    ridicola protesta inserita nel <bibl type="periodika" corresp=""><hi rendition="#u">Qui vive!</hi></bibl><supplied cert="high">,</supplied> i
                    venti sottoscrittori della quale pare volessero mutare senz’altro i statuti
                    generali dell’Associazione.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; "><pb/> L’assieme dei fatti
                    che mi esponete mi ha addolorato profondamente. Non v’ha dunque più via di
                    mezzo? Bisognerà proprio lavare i nostri panni in pubblico? Procurare un quarto
                    d’ora piacevole agli atterriti tiranni del proletariato, ed ai sconfitti
                    mazziniani? Ah sì, era troppo la gioia di sei mesi di continui trionfi! Ecco che
                    alla fine, dopo sei mesi di assidue ed incessanti fatiche, al momento di
                    accertare il frutto di un lungo e paziente lavoro, ecco quale profonda amerezza
                    mi era serbata. Eppure io mi consolava tanto quando, leggendo l’“<bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/3Q4WGR4V">Empire Knouto<supplied cert="high">-</supplied>Germanique</bibl>”, brochure di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005398 http://d-nb.info/gnd/118506102">Bakounine</persName>, trovava fra le pagine di quel libro
                    parole di profonda stima e rispetto per Marx. Devo anche dirvi una cosa, ma sotto la più grande riserva,
                    autorizzandovi solo a comunicarla a Marx, ed a qualche altro di vostra intima
                    fiducia, non essendo io stesso autorizzato a pubblicarla. Un mio amico degno di
                    ogni fede, attivo internazionalista, ed <ref xml:id="de96608c-2611-4a7a-9660-8c26113a7a08" corresp="#f464500e-1169-4840-a450-0e1169884059" type="editorialNote">amico
                            personale di Bakounine</ref><note xml:id="f464500e-1169-4840-a450-0e1169884059" corresp="#de96608c-2611-4a7a-9660-8c26113a7a08" type="editorial">Vermutlich
                                <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0006870 http://viaf.org/viaf/90340754">Carlo Gambuzzi</persName>.</note>, mi
                    dicea che avendo egli un giorno dimandato al suo amico perché non procurava di
                    entrare a far parte del Cons. Gen. questi gli rispose: “No, quelli che vi sono,
                    vi stanno molto bene; parecchi sono i fondatori dell’Associazione, essi hanno
                    abbracciato il più vasto campo di organizzazione che al mondo sia mai esistita;
                    io guasterei forse le cose”. Un’altra cosa ancora. Voi vi congratulate per
                    l’indirizzo ai delegati al Congresso di Roma, che trovate un eccellente
                    produzione ecc. ... che voi sottoscrivereste in tutte le sue parti. Ma egli è
                    con Bakounine che voi dovreste congratularvi e non con me. Alla vigilia del
                    congresso, indecisi, ci trovavamno un gruppo dei nostri raccolti per decidere il
                    da farsi. Vari e cozzanti erano i pareri ventilati nella più agitata delle
                    discussioni quando uno dei nostri amici arriva con uno scritto, era l’assieme
                    dell’Indirizzo agli Operai di Roma. Alla nuova del Congresso, alla lettura della
                    lettera di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName>, Bakounine avea messo
                    insieme quelle idee critiche che inviava ad un suo amico facendogli osservare la
                    utilità di pubblicarle prima del Congresso. <unclear reason="illegible" cert="low">Lo</unclear>
                    traducemmo ed ordinammo quello scritto sotto la forma di un <ref xml:id="d455a91a-59bf-4a96-95a9-1a59bfaa96fa" corresp="#d06a44f8-21c8-439f-aa44-f821c8239fd7" type="editorialNote">indirizzo in una notte, e lo facemmo stampare</ref><note xml:id="d06a44f8-21c8-439f-aa44-f821c8239fd7" corresp="#d455a91a-59bf-4a96-95a9-1a59bfaa96fa" type="editorial">Agli operai delegati al congresso di Roma era
                            firmato «Un gruppo di Internazionali»; später veröffentlicht unter dem
                            Titel: M. Bakounine: Il Socialismo e Mazzini. Lettera agli amici
                            d’italia. Ancona 1886.</note>. L’arrivo di quello scritto fece
                    decidere i nostri oppositori a riconscere l’utilità di andare a Roma; e noi ci
                    andammo ricevendone poi il più splendido guiderdone, tanto è stato il cammino
                    che la nostra causa ha fatto <pb/> pel grande impulso che noi da Roma potemmo
                    dare al movimento del proletariato italiano. <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0002372">Tucci</persName> ed io, però, eravamo sempre decisi ad andarci, ma all’idea
                    di farci accompagnare da un indirizzo non eravamo andati, quello scritto di
                        <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005398 http://d-nb.info/gnd/118506102">Bakounine</persName> ce la fece venire, e noi ne
                    facemmo di esso un indirizzo e andammo. Mi auguro che questa mia lettera possa
                    giungervi prima che abbiate gettato il dado, e se tanto sarà essa fortunata, io
                    sono sicuro che voi apprezzerete questi fatti. Non vi sarebbe modo di fargli
                    vedere il male ch’ei realmente farà ad un’Associazione, alla quale ei mostra
                    almeno di interessarsi tanto?</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Sono ansiosissimo di
                    conoscere cosa sarà deciso al riguardo. </p></div>
            <div type="writingAct">
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">(Napoli,
                    19 Dicembre
                    1871.) – Non potetti finire e spedirvi prima questa mia avendo
                    dovuto intieramente dedicarmi alla risoluzione di affari straordinariamente
                    urgenti, che nei scorsi giorni mi ebbi per le mani. Riprendendo ora il filo
                    della mia lettera, vi dirò che avendo ricevuto altra lettera da <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M2271479">Stefanoni</persName>, io posso assicurarvi che non ci è
                    proprio da allarmarsi menomamente per la sua società dei razionalisti. Io
                    seguiterò a trattare la cosa nel senso che vi ho già indicato, mettendovi a
                    giorno delle sue fasi le più importanti. Siate però sicuro che ciò non ha niente
                    di comune con la vertenza sorta nel nostro
                    seno.–
                    Potete scrivere <hi rendition="#u">senza</hi> una seconda busta alla “Signora
                    Giulia de Beaumont. Vico
                    Cavone
                    del Gelso, alla riviera di Chiaia N<hi rendition="#sup">o</hi> 24”. La lettera
                    perverrà sicuramente al suo destino. Mettendo da parte la debolezza che io ho
                    pei tedeschi, senza alcun spirito di parte, vi dirò che trovo le accuse contro
                    Marx, voi e gli altri cinque, assolutamente ridicole. È un vero peccato che
                    uomini come <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008156 http://d-nb.info/gnd/119105160">Malon</persName> e <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M1668723">Lefrançais</persName> non intendano l’importanza di lavorare concordemente
                    nelle fila della grande organizzazione del proletariato, dove come voi ben dite
                    avrebbero potuto occupare, con grande utilità della causa nostra, quella
                    influente posizione, che a priori veniva loro destinata dalla loro qualità di ex
                    membri della Comune di Parigi. Credete che sia proprio un caso disperato? Non si
                    potrebbero fare dei tentativi di accordo? Ci è giunta qui in Napoli
                    la circolare
                    del comitato federale del
                    Giura,
                    che sebbene voi avrete già ricevuto io vi mando nel pacco di stampe che spedirò
                    con la presente. In riguardo alla risoluzione IX dopo
                    la
                    vostra ultima del
                    7.
                    dic. e la dichiarazione degli
                    spagnuoli in essa acclusa, <ref xml:id="aad9083e-e0ba-457b-9908-3ee0bac57b85" corresp="#bd03e597-ba61-4608-83e5-97ba6146084b" type="editorialNote">io ho espresso tutto il mio
                            pensiero in
                            un
                            articolo nel quale è riprodotta la dichiarazione
                            suddetta, e che spero leggerete presto sul <bibl type="periodika" corresp="">“Gazzetino Rosa”</bibl></ref><note xml:id="bd03e597-ba61-4608-83e5-97ba6146084b" corresp="#aad9083e-e0ba-457b-9908-3ee0bac57b85" type="editorial"><bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/TQGB6QU2">Un Internazionalista: L’Internazionale. In:
                                Gazzettino Rosa. Milano. No. 353, 20. Dezember
                        1871</bibl>.</note>. L’articolo è firmato <hi rendition="#u">un
                        Internazionalista</hi>, e come riceverò il numero che lo riporta ve lo
                    spedirò. Io sono costretto a mettermi il meno che sia possibile in evidenza, se
                    no mi mettono dentro, e addio lavoro. Ma a dirla qui fra noi, vi confesserò
                    francamente che <pb n="4"/> l’espressione sfuggitami dal labbro alla lettura
                    della vostra ultima fu: <hi rendition="#u">Bene, se non è vero, è ben
                        trovato</hi>; e vi assicuro che fui più che mai contento di trovare in
                    quella vostra lettera un soccorso inaspettato. Mi detti quindi a commentare la
                    risoluzione IX in quel senso, e sebene vedo allontanato ogni pericolo di
                    dissenso, sono dolente non potervi esprimere il mio compiacimento al riguardo. </p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Quella risoluzione è, e sarà
                    sempre, il nostro punto vulnerabile, perché tutti i nostri commenti non
                    giungeranno mai a corriggere completamente lo spirito originalmente informatore
                    di essa. Ma passiamo ad altro. Avrete letto sul “<bibl type="periodika" corresp="">Proletario</bibl>” a suo tempo una lettera da Londra sulla
                    Federazione operaia torinese, quella non è che una parte della lettera che io
                    scrissi a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M3897299 https://d-nb.info/gnd/1079631895">Terzaghi</persName> durante la crisi che voi
                    sapete. Fu inaspettatamente che la vidi pubblicata facendola venire, con molto
                    accorgimento, da Londra, e mozzandola in diversi punti. Terzaghi e <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8616904">Abello</persName> sono bravissimi internazionalisti e stanno
                    lavorando assai bene in Torino, ed anche un poco nel Piemonte, qua e là. Io non
                    vi parlo di tutto ciò che è là successo poi essendo voi certamente da Terzaghi
                    bene informato. Vi annuncio la formazione della “Federazione operaia
                    napoletana”, che presto entrerà nella vita pubblica e l’apparizione di un organo
                    settimanale socialista qui in Napoli dal 1<hi rendition="#sup">o</hi> gennaio
                    prossimo “<bibl type="periodika" corresp="">La Campana</bibl>” che sarà
                    completamente nelle nostre mani, essendone noi i fondatori ed i redattori. Come
                    saranno pubblicati gli statuti della “Federazione” ve ne farò tener copia.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Per ciò che concerne
                    l’Italia, io devo assicurarvi, e non cesserò mai di assicurarvi, come altra
                    volta vi assicurai che sette propriamente dette non ce ne sono. (Ciò vi dico per
                    rispondere alle voci sul conto dell’Italia e Spagna) e lo stesso vorrei dirvi
                    della Spagna, se non fossi sicuro che voi siete di là direttamente informato.
                        <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005398 http://d-nb.info/gnd/118506102">Bakounine</persName> ha molti amici personali in
                    Italia, avendo egli dimorato in questo paese, ed è in corrispondenza con alcuni
                    di essi. Mentre, e per il suo passato, e per il continuo lavorio che fa per la
                    causa nostra, egli viene amato anche da molti che non lo conoscono
                    personalmente. Le diverse risposte di Bakounine a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName> apparse nel “<bibl type="periodika" corresp="">Gazzettino Rosa</bibl>” e sotto forma di opuscoli, lo scritto mandato pel
                    congresso di Roma, ed un<supplied cert="high">’</supplied>opera che attualmente
                    sta completando sulla “Teologia mazziniana, ed esposizione completa de Inter.”
                    non potevano non interessare vivamente gli internazionalisti italiani. Quelli
                    però che conoscono Bakounine personalmente convengono aver egli un carattere
                    impossibile, che lo porta talvolta a rompersi con gli amici suoi più cari. In
                    conclusione io ho dovuto completamente persuadermi, che se Bakounine talvolta ci
                    arreca danno con qualche atto mal consigliato dalla sua ruvida, e direi quasi
                    selvaticamente dissolvente <pb n="5"/> natura, questo come semplice colpa gli si
                    può addebitare, non essendovi nel suo agire alcun <hi rendition="#u">animus
                        sceleris</hi> (perdonatemi se fo il <expan resp="editor" sameAs="dottet_underline">leguleio</expan>), ma la perfetta convinzione
                    invece di giovare alla causa comune. Nell’affare <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008571 http://d-nb.info/gnd/118587102">Netchajeff</persName>
                    mi veniva assicurato che Bakounine non era implicato nel modo che si diceva,
                    avendo egli solamente ricoverato il profugo
                    Netchajeff.
                    Come avete veduto, il “<bibl type="periodika" corresp="">Motto
                        d’ordine</bibl>” morì per noi, e pochi giorni dopo il nostro ritiro morì
                    completamente, portando il proprietario ad un tardo pentimento per non avercelo
                    dato intieramente nelle nostre mani. Comprendete bene che non era piacevole di
                    scrivere in un giornale del quale mentre non ci si voleva dare la direzione, si
                    accettavano articoli del primo venuto, e che articoli! E notate che noi ci
                    prestavamo, e volevamo continuare a prestarci <hi rendition="#u">gratis</hi>,
                    rifondendoci sempre del nostro per soccorrere il giornale. In quel giornale,
                    oltre alle traduzioni, di mio non vi ha che il commento alla prima dichiarazione
                    degli operai torinesi, e <ref xml:id="f44ffc8e-7675-44a6-8ffc-8e767514a6d5" corresp="#abd189d9-0f29-4b0a-9189-d90f29ab0a4b" type="editorialNote">l’articolo
                            “L’Internazionale”</ref><note xml:id="abd189d9-0f29-4b0a-9189-d90f29ab0a4b" corresp="#f44ffc8e-7675-44a6-8ffc-8e767514a6d5" type="editorial">L’Internazionale. In: Motto d’ordine. Neapel. 23. November
                        1871.</note>, consigliando io sempre di tenere un modo di scrivere
                    piano ed istruttivo pel popolo evitando certe quistioni <expan resp="editor" sameAs="dottet_underline">t<ex>e</ex>ologiche</expan> che tagliate fuori
                    divengono tante fortezze incapaci di più nuocerci, finendo poi per essere
                    diroccate del tutto dai colpi di rimbalzo. Il “Motto d’ordine” non essendo più,
                    non ha quindi potuto niente inserire di quanto voi mi spediste, mentre avendo
                    espresso il mio pensiero nell’articolo <ref xml:id="f33ab52e-188b-4685-bab5-2e188b7685c8" corresp="#a86065af-f3f7-4749-a065-aff3f7974995" type="editorialNote">“L’Internazionale” inserito nel n<hi rendition="#sup">o</hi> 353
                            del “<bibl type="periodika" corresp="">Gazettino
                            Rosa</bibl>”</ref><note xml:id="a86065af-f3f7-4749-a065-aff3f7974995" corresp="#f33ab52e-188b-4685-bab5-2e188b7685c8" type="editorial"><bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/TQGB6QU2">Un Internazionalista
                                [C. Cafiero]: L’Internazionale. In: Gazzettino Rosa. Milano. No.
                                353, 20. Dezember 1871</bibl>.</note> che ricevo al momento e
                    vi spedisco, non credo necessario dovere aggiungere altro per spiegarvi cosa
                    intendere si deve per l’astenzione politica predicata dagli agitatori
                    internazionalisti italiani. Leggete l’articolo, e ditemi al riguardo tutto ciò
                    che ne pensate, perché io credo sovra ogni cosa importante l’intenderci su
                    questo affare. Riguardo alla vostra dichiarazione in risposta a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName> io devo confessarvi che se fosse dipeso da
                    me avrei fatto tutto il possibile per scongiurarne la
                    pubblicazione.
                    Io sento il dovere di esporvi nettamente il mio pensiero su questo documento. Io
                    ritengo quella dichiarazione un atto eminentemente impolitico, col quale il
                    Cons. gen. ha commesso due errori in uno;
                    il
                    primo rispetto a Mazzini, il secondo rispetto a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005398 http://d-nb.info/gnd/118506102">Bakounine</persName>. 1<hi rendition="#sup">o</hi> per
                    rispetto a Mazzini (del quale ne leggo la risposta nel n<hi rendition="#sup">o</hi> 43 della “<bibl type="periodika" corresp="">Roma del
                        Popolo</bibl>” che vi spedisco) perchè io credo che ora non sia più il caso
                    di avere polemiche dirette con Mazzini. Egli è stato il primo ad attaccare
                    l’Internazionale, la quale gli ha risposto con documenti, e non con ciarle da
                    avvocati, coi quali si dimostrava ciò che Mazzini avea sempre fatto per il
                    proletariato <pb n="6"/> e quale era la <hi rendition="#u">vera</hi> ed <hi rendition="#u">ignobile</hi> sorgente del suo spietatissimo odio per la
                    grande Associazione. <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName> non rispose, o
                    meglio non seppe rispondere, e si dié a calunniarci ed a schizzare tutto il suo
                    fiele contro di noi; e noi gli rispondemmo a dovere facendogli intendere, sino
                    nel suo Congresso di Roma che noi non avremmo mai fatto alcun caso della sua
                    come di qualsiasi altra autorità, e le <hi rendition="#u">falangie sacre</hi>
                    del profeta si sbandarono alle nostre parole, ed i suoi più caldi partigiani
                    vennero a schierarsi all’ombra del rosso vessillo degli operai. Il vecchio
                    cospiratore fu portato da questi <hi rendition="#u">fatti</hi> al massimo grado
                    d’irritazione ed irruppe in <hi rendition="#u">parole</hi> piene di fiele e
                    menzogne contro l’Inter., i principali suoi membri, ed i tre delegati
                    internazionalisti al Congresso di Roma; i tre <hi rendition="#u">fanciulli
                        irritati</hi>, che non aveano voluto chinare il capo alla mazziniana
                    autorità, credendo di non essere andati a Roma per far concorrenza al concilio
                    del Vaticano. A prima giunta sembrava ai <hi rendition="#u">tre fanciulli
                        irritati</hi> dover rispondere al vecchio autoritario; ma poi meglio
                    ripensandoci dissero: Cosa risponderemo noi a costui che non ha saputo scolparsi
                    dalle accuse di <hi rendition="#u">fatto</hi> che I’Int. gli ha per ben due
                    volte pubblicato in Italia, nel “<bibl type="periodika" corresp="">Libero
                        Pensiero</bibl>” prima, e poi nel “Motto d’Ordine”? Costui che osa chiamare
                    Marx ed Engels <hi rendition="#u">due mediocri pensatori tedeschi</hi> e
                    Bakounine un <hi rendition="#u">appendicista russo</hi>, quale conto terrà delle
                    povere parole di tre <hi rendition="#u">fanciulli irritati</hi>? (E notate che
                    Marx, Engels e Bakounine si meritarono da Mazzini tali epiteti solo dopo che
                    l’Int. pubbilcò i fatti di Mazzini per tutta risposta ai suoi attacchi, mentre
                    sino a quel momento Marx era stato per Mazzini un pensatore <hi rendition="#u">d’ingegno acuto sebene dissolvente</hi>). Non era dunque più il caso di
                    rispondere a costui con parole ma coi fatti ed i fatti del teatro Argentina di
                    Roma che avrete voi letto nei giornali che vi ho già spedito, nonché lo sviluppo
                    sempre crescente della nostra organizzazione in Italia, ritenemmo dovergli
                    servire di sufficiente risposta, e massime al momento quando lui ed i suoi
                    avvocati borghesi che <unclear reason="illegible" cert="high">ancora</unclear>
                    gli restano fidi ma avendo evitato sempre la discussione sui dati di fatto,
                    colla loro pomposa dichiarazione di non <hi rendition="#u">volere</hi> più
                    occuparsi di polemica con l’Inter. mal nascondevano la loro posizione di non <hi rendition="#u">potere</hi> più
                    tenere la
                    campagna nemmeno con le loro tanto più magniloquenti
                    argomentazioni rettoriche, per quanto timorosi di ogni scontro con la dura
                    logica dei fatti.– 2<hi rendition="#sup">o</hi>. Per rispetto a Bakounine, ho
                    detto pure la vostra dichiarazione in grave errore. Senza calcolare quanto
                        fos<pb n="7"/>se conveniente per l’Inter. lo scongiurare la maledizione
                    mazziniana cercandola arrestare
                    senza
                    un solo dei suoi membri; senza menomamente fermarmi a discutere sul dovere di
                    protezione che una grande Ass. deve usare verso i suoi membri, e sino a qual
                    punto nel caso che costoro escano dalla sfera, nella quale trovandosi hanno
                    strettamente diritto a reclamarla; senza fare quistioni pregiudiziali di sorta
                    dirò che io ritengo un errore il prendere argomento da una nota inosservata al
                    piede di un articolo della “Roma del Popolo” per tirare il primo colpo di una
                    battaglia che non si può calcolare come finirà. Con quel documento mi avete
                    proprio rotto le uova in mano, come suol dirsi in Italia. Con l’aiuto degli
                    ultimi schiarimenti sulla ris. IX io mi trovava abbastanza forte, e mi faceva
                    già a scrivervi come io era contentissimo di essere stato messo da voi in
                    condizione di poter scongiurare una terribile crisi in Italia, pregandovi
                    caldamente a non insistere sulla pubblicazione della risposta a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName>. Ed ecco che mi arriva il “<bibl type="periodika" corresp="">Gazzettino Rosa</bibl>” col fatale
                    documento bello e stampato, e poi il “<bibl type="periodika" corresp="">Ciceruacc<ex>h</ex>io</bibl>”, e poi la “<bibl type="periodika" corresp="">Roma del Popolo</bibl>” ecc. fino all’arrivo degli
                    schiarimenti sulla ris. IX io era riuscito di tenere a bada tutti i dissidenti,
                    confortando l’uno a volere aspettare una maggior luce sulla cosa, forzando
                    l’altro per affetto personale a non pubblicare un violento articolo sulla
                    Conferenza, le sue risoluzioni ecc. Respingendo da una parte i più strani
                    attacchi contro il Cons. gen., la Conf. ecc. (che vi era persino chi affermava
                        l<hi rendition="#u">’inutilità</hi> anzi il <hi rendition="#u">pericolo</hi>
                    di avere un Cons. gen.) e dimostrando dall’altra agli operai come essi avrebbero
                    fatto molto bene a non arrestarsi intorno a queste pazze discordie proseguendo
                    sempre innanzi nella loro organizzazione che tanta paura facea alla borghesia,
                    mentre le discordie piacere grandissimo. Ed ora rumori sordi mi giungono da
                    Ginevra, indizi di prossima burrasca. Sento mormorare di risposte, di attacchi,
                    e che so io. Voi avevate ragione di lagnarvi del modo come <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M9128650 https://d-nb.info/gnd/107484355X">Palladino</persName> vi scrisse, mentre la vostra risposta mi
                    piacque moltissimo. Devo dirvi però che Palladino è uno dei nostri più sicuri
                    amici, ma seguirebbe Bakounine anche contro di noi e chiunque altro, tanto è
                    cieco per lui. Toltone una maniera ruvida, è poi un giovane valevolissimo nelle
                    nostre file. Vi prevengo perciò di non far mai caso <pb n="[8]"/> del suo modo
                    di esprimersi. Per me, non so se ve ne siete accorto, io non sono che un
                    razionalista materialista, ma il mio materialismo, socialismo, rivoluzionarismo,
                    anarchismo, e tutto ciò che lo sviluppo continuo del pensiero ci potrà dare in
                    avvenire e che sarà da me <hi rendition="#u">razionalmente</hi> accettato, non
                    possono essere per me che delle modalità eminentemente soggettive allo sviluppo
                    razionale. Sono e sarò razionalista, ecco tutto. Ed è la ragione che mi menò tra
                    le file del proletariato, come non cesserà mai di guidarmi attraverso l’infinita
                    serie delle sue estrinsecazioni compresa quella di <hi rendition="#u">petroliere</hi> col quale titolo ci accade spesso di venir designati dai
                    nostri buoni borghesi. È quistione di parole, ma sotto qualunque nome io so bene
                    che cosa voglia, e questa cosa è sempre la stessa. Con tali premesse è bene io
                    vi ripeto ciò che dissi nella mia prima lettera: che voi, cioè, non mi troverete
                    mai pregiudicato per individuo, partito, o scuola alcuna, e che troverete nelle
                    mie parole la più esatta e franca esposizione delle cose e del mio concetto
                    razionale.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Non posso accettare, mio
                    carissimo amico, i vostri commenti sopra <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M6707468">Ferré</persName> e <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0003627 http://d-nb.info/gnd/119319187">Rigault</persName>, che sono
                    per noi due nobilissimi martiri, e dimando a voi cosa avreste fatto in simili
                    circostanze? Quanto a me l’ho già detto cosa avrei fatto nei miei interrogatorî,
                    quando era in prigione, e sono pronto a riconfermarlo nel pubblico dibattimento,
                    se dichiareranno farsi luogo a procedimento: che io sarei stato assai più
                    sollecito e deciso nella rappresaglia fucilando gli ostaggi, e nella difesa
                    nell’incendiare ogni posizione o zona abbandonata. Tanto mi detta la calma e
                    fredda ragione.– Noi neghiamo la guerra, i nostri nemici invece l’accettano in
                    principio e la provocano in fatto, che ne subiscano dunque tutte le sue logiche
                    conseguenze. Ho ricevuto il <supplied cert="high">‘</supplied>ricevo<supplied cert="high">’</supplied> per la contribuzione di Napoli firmato dal
                    segretario generale. Nel pacco dei giornali il n<hi rendition="#sup">o</hi>
                    dell’ <bibl type="periodika" corresp="">Irish Republic</bibl> che mi
                    perdonerete se non vi ho rimesso prima come voi desideravate. Vi prego di
                    spedirmi con la massima sollecitudine il numero dell’“<bibl type="periodika" corresp="">Eastern Post</bibl>” dove è riportata la seduta del
                    19 Nov.
                    del Cons. gen. presidenza del cittadino <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0003852">Mottershead</persName>, perché nella “<bibl type="periodika" corresp="">Campana</bibl>” riprenderò la pubblicazione delle sedute
                    del Cons. gen. ed ho sperduto il numero dal quale avea già mezzo tradotto la
                    seduta del 15. È poi sommamente urgente che mi facciate sapere se la <pb n="9"/>
                    traduzione italiana dei statuti e regolamenti dell’Inter. è pronta. Noi ci
                    troviamo completamente sprovvisti di statuti<supplied cert="high">,</supplied>
                    non ne vogliamo far fare altre edizioni stante quello che voi mi annunciaste, e
                    siamo quotidianamente assaliti da dimande di statuti e regolamenti generali. Se
                    è pronta l’edizione italiana fatemi sapere qual’è il prezzo di 100 copie. Non
                    posso non ripetervi che questo è un affare della più grande urgenza; che mi
                    trovo proprio imbarazzatissimo, massime ora che ci abbiamo Roma dove l’Inter. va
                    prendendo profonde radici. Perdonatemi se nell’ultima mia vi dimandai perché non
                    si trovavano nei statuti gen. le dichiarazioni dell’Int. relativamente alla
                    proprietà. Io era molto agitato quando vi scriveva quella mia per causa della
                    risoluzione IX della quale temeva le tristi conseguenze e ve lo prova il mio
                    famoso consiglio di <hi rendition="#u">sospendere</hi> quella risoluzione. Bel
                    consiglio davvero! Allora sì che avrebbero gridato coloro che si atteggiano ai
                    più spinti, quasicché gli altri fossero meno rivoluzionari di loro, avrebbero
                    gridato dico contro gli autoritari del Cons. gen.!! Non mi dite nemmeno una
                    parola sul resoconto del Congresso di Roma che vi ho spedito coll’ultima mia.
                    Dal 1<hi rendition="#sup">o</hi> del nuovo anno vi spedirò in ogni pacchetto di
                    giornali un numero del calendario, e voi scrivendomi mi accuserete ricezione dei
                    diversi pacchetti designandoli con la data che contenevano. Veramente la vostra
                    ultima lettera mi meravigliò non poco, non rispondendo voi in essa alla più gran
                    parte delle cose delle quali io vi parlava nell’ultima mia. Ho molto apprezzato
                    la precisione delle vostre corrispondenze, per potervi rinunciare senza
                    lagnarmene.– Vi mando qualche n<hi rendition="#sup">o</hi> della “<bibl type="periodika" corresp="">Mitraglia</bibl>”, giornaletto di
                    pochissimo conto.– Io mandai la vostra lettera a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M9128650 https://d-nb.info/gnd/107484355X">Palladino</persName> che si trova da un mese nel suo paesello natio e di
                    dove non tarderà a fare ritorno in Napoli. Quel
                    De
                    Montel che uscì con noi dal congresso di Roma protestando,
                    rappresentava 5 000 operai livornesi.– Da Venezia riceviamo richieste di
                    documenti ed istruzioni per l’impianto di sezioni dell’Int.– La notizia che
                        <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M4992467 https://d-nb.info/gnd/118638793">Dilke</persName> era stato acclamato presidente
                    della futura repubblica britannica nella riunione del Cons. federale britannico
                    qui produsse tristissima impressione. Solo mi detti a calmare gli animi dicendo
                    che il dispaccio non parlava del Cons. gen. ma del federale britannico,
                    <supplied>e
                    che</supplied> in ogni modo bisognava
                    aspettare i schiarimenti diretti e
                        <supplied>rice</supplied>vuti
                    per lettera. Buono che trovai quella
                        espr<supplied>essione</supplied>  nell’ultima: <hi rendition="#u">That <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName>’s friends <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M4992467 https://d-nb.info/gnd/118638793">Dilke</persName><hi rendition="#u"> etc. now are provoking
                            <pb n="10"/>
                                <supplied cert="high">a m</supplied>ovement
                            among the working class</hi>
                        <hi rendition="#uu">for a mazzinian Republic</hi></hi>! Della quale
                    espressione mi avvalsi per calmare i non pochi allarmati che aveano trovato in
                    quel dispaccio la conferma dei loro timori che gli operai inglesi e tedeschi
                    cioè non volessero la rivoluzione sociale pronta e completa, ma solamente un
                    mutamento della loro condizione dalle lunghe e progressive riforme, ottenute col
                    mezzo di scioperi<supplied cert="high">,</supplied> meeting ed altri simili
                    mezzi. Vi sarei tenutissimo se mi deste più completi schiarimenti su quella
                    seduta del Cons. fed. britannico, e massime di quanto disse il nostro Segretario
                    gen. <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0002776">Hales</persName>.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Ed ora permettetemi, mio
                    ottimo amico, di dimenticare per un istante ogni controversia, ed in occasione
                    della fine del presente anno 1871 a rivolgere uno sguardo retrospettivo ai sette
                    mesi dacché io ho avuto l’onore di entrare a far parte della grande associazione
                    Internazionale degli operai. Mirando il prodigioso suo estendersi in tutto il
                    mondo civile, invadendo da un estremo all’altro paesi nei quali, come in Italia,
                    solo pochi mesi fa, gli internazionalisti si contavano a dito, io vado sempre
                    più persuadendomi che l’ora solenne per la tripudiante borghesia sta per
                    scoccare. Ora alla quale tanto più ci andremo sollecitamente avvicinando quanto
                    più sarà in noi concordia, costanza, assiduità e coraggio. Delle quali virtù
                    assai nobile esempio si trova nel Consiglio generale, nel quale concordemente ed
                    assiduamente lavorano per la causa del proletariato i gloriosi fondatori della
                    grande Associazione e non pochi dei valorosi campioni che pugnarono
                    nell’avvisaglia combattuta a Parigi dalla vanguardia dell’Intenazionale, la
                    Comune. Io presento quindi al Consiglio Generale pel principio del nuovo anno, i
                    miei cordiali saluti e vivissimi voti di rivoluzione sociale.</p>
                <closer sameAs="MBUnterschrift"><salute>Salute e fratellanza</salute><signed>(23
                        Dic.)<lb/>Carlo Cafiero.</signed> </closer>
            </div>
        </body></text>
</TEI>