<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xml:id="M8359858">
    <teiHeader>
        <fileDesc>
            <titleStmt>
                <title><idno>200</idno>Carlo Cafiero an Friedrich Engels in London. Barletta,
                    Montag, 12. Juni 1871</title>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lindenberg</surname>
                        <forename>Thomas</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lura</surname>
                        <forename>Caroline</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
            </titleStmt><editionStmt><p/></editionStmt>
            
            <publicationStmt><publisher><ref target="https://www.bbaw.de">Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften</ref></publisher><pubPlace ref="https://www.geonames.org/2950159">Berlin</pubPlace><availability><licence target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/">Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)</licence></availability><idno type="URLWeb">https://megadigital.bbaw.de/</idno><idno type="URLXML">https://megadigital.bbaw.de/.xml</idno></publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <msDesc rend="manuscript">
                    <msIdentifier>
                        <institution>RGASPI</institution>
                        <idno><idno type="shelfmark">f. 1 op. 1 d. 2833. Fotosign.
                                10360a–d</idno></idno>
                    </msIdentifier>
                    <physDesc>
                        <p>Soweit
                            aus der s/w-Fotokopie zu ersehen ist, besteht der Brief aus zwei Bogen
                            Papier. Cafiero hat alle acht Seiten vollständig beschrieben.</p>
                        <p/>
                    </physDesc>
                </msDesc>
                <listWit>
                    <witness>
                        <bibl type="print" corresp="https://megadigital.bbaw.de/QB8KYVI2">Erstveröffentlichung: La
                            corrispondenza di Marx e Engels con italiani (1964). S. 12–15.</bibl>
                    </witness>
                </listWit>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
        <profileDesc><textClass><keywords><term>letter</term></keywords></textClass>
            <correspDesc>
                <correspAction type="sent">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005897 http://d-nb.info/gnd/131848283">Carlo Cafiero</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8231839 https://www.geonames.org/3182340">Barletta</placeName>
                    <date when="1871-06-12"/>
                </correspAction>
                <correspAction type="received">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0001917 http://d-nb.info/gnd/118530380">Friedrich Engels</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004412 http://www.geonames.org/2643743">London</placeName>
                </correspAction>
                <correspContext>
                    <ref type="next" target="https://megadigital.bbaw.de/M3255113"/>
                </correspContext>
            </correspDesc>
        </profileDesc>
        
    </teiHeader>
    <text><body>
            <div type="writingAct">
                <opener><dateline sameAs="MBDatumszeile"><pb/> Barletta, (12.) Giugno
                        1871</dateline><salute sameAs="MBAnrede">Mio caro cittadino ed
                        amico</salute></opener>
                <p rend="MBTextOhneEinzug" style="text-align: justify; ">Avrei voluto scrivervi
                    molto prima, che oramai è un mese dacché partii da Londra promottendovi di
                    scrivervi presto. Ma cosa scrivervi di preciso senza conoscere la vera posizione
                    delle cose? Venni direttamente da Londra a Firenze, dove giunto, mi detti presto
                    a <unclear reason="illegible" cert="high">vedere</unclear>
                    i miei antichi amici che m’introdussero presso alcuni capi popolani della città
                    che si trovano alla direzione di società operaie e democratiche. Ma la più
                    piacevole sorpresa me l’ebbi quando intesi che in Firenze era già organizzata
                        una<orgName ref="https://megadigital.bbaw.de/M6654515"> società democratica sotto il titolo, d’<hi rendition="#u">Internazionale</hi></orgName>, e che avea fatto parlar di sé per un
                    indirizzo di simpatia per la Comune di Parigi, firmato da tutti i suoi membri.
                    Presto mi feci introdurre presso il suo Presidente <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Luigi Castellazzo</persName>. Veneto di nascita, fu questi fino dai suoi
                    primi anni educato alla scuola delle conspirazioni italiane, in uno di quei
                    tanti tentativi di rivoluzione egli fu preso prigioniero dell’Austria, che
                    disperava <pb/> di poter scoprire le file della conspirazione con volontarie
                    confessioni, ordinò si sottomettesse il giovinetto Castellazzo al supplizio del
                    bastone sino a che avesse confessato il tutto. La vittima era troppo giovane
                    perché potesse pienamente resistere all’orribile pena. Sotto l’infuriare delle
                    bastonate che insanguinavano il suo tenero corpo, l'imberbe Castellazzo
                    delirante dal dolore, confessò cose pertinenti la conspirazione. Vergogna ed
                    onta ne venne al giovine conspiratore da un tal fatto, che non so di quanto
                    potesse essere giusta avuto riguardo alle circostanze nelle quali egli si trovò.
                    Ma i conspiratori suoi compagni non ammettevano scuse, e lo condannavano al
                    vituperio.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Ma era troppo grande l’animo
                    della vittima, che volontario intraprese da quel giorno la più nobile espiazione
                    della sua colpa. Da quell’epoca in poi non vi fu conspirazione, non vi fu
                    movimento popolare in Italia nel quale il <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Castellazzo</persName> non prendesse il posto più arrischiato. Fu dura e
                    lunga l’espiazione, che, per essere breve, vi dirò che fu compita in Roma il
                    1867 quando <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0006889 http://d-nb.info/gnd/118689592">Garibaldi</persName> si appressava per
                    tentare un colpo di mano su quella città. <pb/> Il Castellazzo con un pugno
                    d’audaci era penetrato segretamente in Roma, col proposito di sollevare il
                    popolo contro <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008905 http://d-nb.info/gnd/118594729">Pio IX</persName> e aprire le porte a
                    Garibaldi. Il colpo fallì come pure la spedizione dei Garibaldini, che furono
                    poi massacrati a Mentana dai soldati di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008553 http://d-nb.info/gnd/118586416">Bonaparte</persName>. Castellazzo fatto prigioniero, fu dapprima condannato
                    nel capo, ma l’agitazione sorta in Europa e massime in Italia per le due prime
                    esecuzioni dové decidere il <hi rendition="#u">Santo Carnefice</hi> a commutare
                    la pena. Nelle prigioni del <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008905 http://d-nb.info/gnd/118594729">Papa</persName> il
                    Castellazzo avrebbe finito i suoi giorni, se l’Italia non entrava in possesso
                    della sua capitale. Il Castellazzo è ora in Firenze all’età di 40 anni un poco
                    affranto nel corpo dai lunghi patimenti, ma fortissimo di spirito, e munito di
                    tenace costanza nell’opera da lui ora intrapresa. Ateo in religione e
                    repubblicano socialista in politica, sono sicuro che riuscirà a stabilire in
                    Italia una importante Sezione della nostra Associazione. Con lui ci siamo intesi
                    perfettamente, e voi potete aprire con lui corrispondenza diretta, e potrete
                    scrivergli in inglese od in francese, mentre lui vi risponderà <pb/> in
                    italiano. Potete anche scrivere a me in inglese, che non essendone comune la
                    conoscenza, puole preservare la lettera da qualche indiscrezione. Ecco i nostri
                    indirizzi:</p>
                <p rend="MBTextOhneEinzug" style="text-align: justify; "><persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Luigi Castellazzo</persName> –Firenze –<lb/><hi rendition="#u">Gabinetto
                        Viesseux</hi><lb/><persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005897 http://d-nb.info/gnd/131848283">Carlo Cafiero</persName> – Barletta –</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Altri stimabili democratici
                    capi di società operaie già esistenti si sono uniti con i loro al <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Castellazzo</persName> per lavorare nella generale unione
                    per la causa comune.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Stante la mia condizione
                    girovaga la Sezione di Firenze mi ha nominato membro corrispondente, ed io spero
                    di rendermi molto utile all’Associazione intera servendo massimamente come
                    anello di congiunzione, ed elemento di avvicinamento tanto necessario a
                    generalizzare e corroborare la nostra organizzazione sociale. Dei quindici
                    giorni passati in Firenze vi assicuro che sono rimasto pienamente soddisfatto.
                    Venni poi nelle campagne di questo paese, da dove vi scrivo, dove resto <pb/>
                    per qualche giorno per poi recarmi a Napoli. La vostra lettera qui diretta mi
                    perverrà con sicurezza in Napoli, di dove poi spero di scrivervi un’altra lunga
                    mia, su quello che mi riuscirà di fare a Napoli. Amerei sentire un parere dal
                    Consiglio di Londra per riguardo al sarto <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004417">Caporusso</persName> di Napoli <hi rendition="#u">ex</hi> presidente di
                    quella <hi rendition="#u">fu</hi> Sezione. Non conoscendolo affatto amerei
                    sapere che capacità organizzatrice, e che constanza nell’opera ha egli
                    precedentemente mostrato. Il fatto che Caporusso non è stato buono a mantenere
                    in piedi la Sezione di Napoli, dove vi sono tanti buoni elementi, non mi
                    previene bene al suo riguardo. Spero molto per Napoli, i miei vecchi amici
                    studenti e giornalisti, l’esistenza da parecchi anni di un giornale decisamente
                    socialista, e l’apparizione di parecchi altri dello stesso colore, in questi
                    ultimi tempi m’indicano un terreno certamente propizio. Non sento il bisogno di
                    fare osservare a voi di quanto si differisca lo studente continentale dallo
                    studente inglese. Buon numero di studenti fanno parte della Sezione di Firenze.
                    Il setimento democratico è innato negl’Italiani e tanto che molti aristocratici
                    puri di nascita <pb/> non possono liberarsi da certe maniere democratiche, sulle
                    quali ho visto qualche volta ridere qualche nobile figlio d’Albione. L’è per
                    questo che si osserva senza meraviglia in Italia tra le file del lavoro
                    combattere non pochi che appartengono al capitale. Come saranno costituite altre
                    Sezioni della nostra associazione in altre città importanti d’Italia, si
                    cercherà di radunare un congresso per fissare un Consiglio o Comitato centrale
                    italiano, che assumerà le relazioni coi centri degl’altri stati. Spero che
                    questo congresso si possa riunire prima che io parta per la Germania in
                    settembre, perché amerei prendervi parte. Qui però abbiamo i nemici quasi in
                    casa, come suol dirsi. Mazzini ed il suo partito ci sono avversi, e ne siamo
                    molto dolenti pensando che costoro fanno parte della democrazia. <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName> nelle sue furie ascettiche si scaglia
                    attraverso le colonne del suo giornale <bibl type="periodika" corresp="">“La Roma del Popolo”</bibl> contro gl’ “atei<choice>
                        <sic>”</sic>
                        <corr type="deleted"/>
                    </choice> materialisti” chiamandoli autori della rovina di Parigi. Il povero
                    vecchio non puole comprendere che egli ha fatto il suo tempo, che il suo
                    concetto di unità e libertà nazionale – grande al suo <pb/> tempo – impallidisce
                    ora come la luce di una candela innanzi alla luce del sole, venendo paragonato
                    al sublimissimo concetto dell’unità, o meglio unione di tutti i popoli nella
                    nuova organizzazione sociale che avrà per base l’uguaglianza, conseguibile solo
                    mediante l’emancipazione del lavoro dalla tirannia del capitale. Con tutto il
                    rispetto dovuto al passato di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Giuseppe
                        Mazzini</persName> in Italia s’incominicia a combatterlo a viso scoperto dal
                    nostro partito. “<bibl type="periodika" corresp="">Il Libero
                        Pensiero</bibl>” organo della federazione dei Liberi Pensatori italiani, che
                    generalmente appartengono alla scuola ateo-materialista ha cominciato in una
                    serie di articoli ad attaccare l’ex triumviro della Republica Romana, che pare
                    non abbia abbandonato le idee che avea nel 1849 quando decretava un servizio
                    divino al quale assisteva in forma ufficiale. Molti però disertano dal suo campo
                    e raggiungono i nostri, e fra questi ho conosciuto qualche giovane giornalista e
                    qualche noto popolano. Noi non crediamo bene non ammettere fra i nostri
                    quegl’operai noti per mazziniani, ma li accogliamo invece, cercando poi di
                    cancellare nel loro animo i principi vaghi del loro idealista maestro per
                    sostituirvi i principii positivi della nostra <pb/> associazione, cercando di
                    non perdere molti buoni elementi solo perché sono un poco viziati. Credo anche
                    utile il farvi notare, che la condizione del lavoro in Italia non <supplied cert="high">è</supplied> quella del lavoro in Inghilterra. Nel lavoro
                    agricolo per esempio il nostro fittaiuolo è il vero associato del padrone del
                    terreno, nel suo fondo sul quale paga un fitto annuo rappresentante la metà del
                    quadagno; egli è<supplied cert="high">,</supplied> durante il tempo del fitto,
                    l’assoluto padrone, assai diversamente dal vostro <hi rendition="#u">tenat</hi>,
                    schiavo del <hi rendition="#u">landlord</hi>, che in Italia non potrebbe mai
                    esercitare gl’infami dritti che gl’accordano soltanto i vostri <hi rendition="#u">game laws</hi>. I vostri <hi rendition="#u">landlords</hi>
                    non hanno ancora inteso, o meglio fingono di non avere inteso la Proclamazione
                    dei Dritti dell’Uomo, che in Italia inspira il leggislatore, a segno che il
                    feudalismo italiano bisogna cercarlo nella storia, mentre fra voi vivente siede
                    ancora poderoso nella camera dei Comuni nonché in quella dei Lords. Come dottore
                    in legge potrei di ciò lungamente parlarvi se tempo e spazio me lo concedessero,
                    e potrei farvi notare tutto il nostro progresso leggislativo, sino al punto di
                    colpire con gravissime tasse la successione, sottraendo così al privato una
                    parte della sua ricchezza per l’utilità sociale. Avvi si anche molti sconci
                    nelle nostre leggi, ma non certo le vostre enormezze. Sebene dunque in qualche
                    suo lato la quistione è meno grave in Italia, resta però sempre nell’assieme
                    come in Inghilterra, ed io non dispero perché se la maggioranza enorme
                    degl’oppressi del lavoro sarà un giorno unita, senza bisogno di sangue, detterà
                    la sua legge sovrana alla minoranza del capitale. Vi prego di espormi sempre
                    francamente la vostra opinione sulle mie idee, comme io vi prometto di fare con
                    voi. Presentate i miei saluti al cittadino <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0006462 http://d-nb.info/gnd/122016599">Eccarius</persName> ed ai cittadini membri del Consiglio. Saluti.</p>
                <closer sameAs="MBUnterschrift"><signed>Carlo Cafiero.</signed>
                </closer>
            </div>
        </body></text>
</TEI>