<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xml:id="M6255698">
    <teiHeader>
        <fileDesc>
            <titleStmt>
                <title><idno>290</idno>Carlo Cafiero an Friedrich Engels in London. Neapel,
                    Mittwoch, 12. bis Sonntag, 16. Juli 1871</title>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lindenberg</surname>
                        <forename>Thomas</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
                <respStmt resp="contribution" n="project">
                    <persName>
                        <surname>Lura</surname>
                        <forename>Caroline</forename>
                    </persName>
                    <resp ref="https://credit.niso.org/?s=Writing+%E2%80%93+review+%26+editing">Bearbeitung</resp>
                </respStmt>
            </titleStmt><editionStmt><p/></editionStmt>
            
            <publicationStmt><publisher><ref target="https://www.bbaw.de">Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften</ref></publisher><pubPlace ref="https://www.geonames.org/2950159">Berlin</pubPlace><availability><licence target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/">Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)</licence></availability><idno type="URLWeb">https://megadigital.bbaw.de/</idno><idno type="URLXML">https://megadigital.bbaw.de/.xml</idno></publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <msDesc rend="manuscript">
                    <msIdentifier>
                        <institution>Standort Orig. nicht bekannt; Kopie: RGASPI</institution>
                        <idno><idno type="shelfmark">f. 1 op. 1 d. 2931. Fotosign.
                                10356a–g</idno></idno>
                    </msIdentifier>
                    <physDesc>
                        <p>Soweit
                            aus der s/w-Fotokopie zu ersehen ist, besteht der Brief aus zwei Bogen
                            Papier. Cafiero hat fünf Seiten vollständig und die sechste zu drei
                            Vierteln beschrieben; die übrigen zwei Seiten blieben vermutlich
                            leer.</p>
                        <p>Auf allen Seiten scheint der Text der Rückseite durch, was die Lesbarkeit
                            erschwert.</p>
                        <p>Von Engels’ Hand: Vermerk auf einer der leeren Seiten: „Napoli 12/16 Juli
                            1871. / C. Cafiero / [...] 21 Juli / "28"“. </p>
                        <p/>
                    </physDesc>
                </msDesc>
                <listWit>
                    <witness>
                        <bibl type="print" corresp="https://megadigital.bbaw.de/QB8KYVI2">Erstveröffentlichung: La
                            corrispondenza di Marx e Engels con italiani (1964). S. 24–28.</bibl>
                    </witness>
                </listWit>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
        <profileDesc><textClass><keywords><term>letter</term></keywords></textClass>
            <correspDesc>
                <correspAction type="sent">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005897 http://d-nb.info/gnd/131848283">Carlo Cafiero</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M5198112 https://www.geonames.org/3172394">Neapel</placeName>
                    <date from="1871-07-12" to="1871-07-16" cert="high"/>
                </correspAction>
                <correspAction type="received">
                    <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0001917 http://d-nb.info/gnd/118530380">Friedrich Engels</persName>
                    <placeName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004412 http://www.geonames.org/2643743">London</placeName>
                </correspAction>
                <correspContext>
                    <ref type="prev" target="https://megadigital.bbaw.de/M3255113"/>
                    <ref type="next" target="https://megadigital.bbaw.de/M1922726"/>
                </correspContext>
            </correspDesc>
        </profileDesc>
        
    </teiHeader>
    <text><body>
            <div type="writingAct">
                <opener><dateline sameAs="MBDatumszeile"><pb/> Napoli
                        12
                        Luglio
                        1871</dateline><salute sameAs="MBAnrede">Mio caro amico</salute></opener>
                <p rend="MBTextOhneEinzug" style="text-align: justify; ">Ho ricevuto con sommo
                    piacere la <ref xml:id="d7da5fd6-bcfd-4242-9a5f-d6bcfd224222" corresp="#e2ef04f8-82f5-4ea7-af04-f882f52ea794" type="editorialNote">vostra lettera del l Luglio</ref><note xml:id="e2ef04f8-82f5-4ea7-af04-f882f52ea794" corresp="#d7da5fd6-bcfd-4242-9a5f-d6bcfd224222" type="editorial">Siehe <ref target="https://megadigital.bbaw.de/M3255113">Friedrich Engels an
                                Carlo Cafiero in Barletta. London, Samstag, 1. Juli, bis Montag, 3.
                                Juli 1871</ref>.</note> corrente, alla quale ecco che
                    intraprendo a rispondere.</p>
                <p rend="MBTextOhneEinzug" style="text-align: justify; ">Cominciando dal <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004417">Caporusso</persName> io posso assicurarvi che egli non è
                    stato, non è, e né sarà mai un Bacunista, un Proudhonista od altro di definito.
                    Egli (come io v’accennava nella seconda mia che spero avrete ricevuto), mostrava
                    da prima possedere delle buone qualità, ed io credo dovea possederne qualcuna,
                    ma o per corruzione, o per mancanza di una solida base razionale, egli venne poi
                    assumendo tale una condotta da meritarsi appellativi che io desisterò dal
                    declinarvi, riservandomi solo a constatarvi i fatti. Anzitutto è bene sappiate
                    che Caporusso l’ha fatto sempre da dittatore, e da <expan resp="editor" sameAs="dottet_underline">arci<ex>-</ex>dittatore</expan> poi quando gli si
                    mise attorno il suo genero Statuti, il prete spretato del quale vi parlai
                    nell’ultima mia. Costituì questo <expan resp="editor" sameAs="dottet_underline">ex gesuita</expan> professore dell’associazione, avendone prima ottenuto la
                    sua nomina di membro; ed i poveri operai erano condannati a dovere apprendere
                    dalla bocca di questo impostore il rispetto della proprietà individuale, e tante
                    altre auree teoriche della pretesa economia politica. Durante la presidenza di
                    Caporusso un tale <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0002372">Cristiano Tucci</persName> riuscì a
                    ficcarsi <choice>
                        <sic>dell</sic>
                        <corr cert="high">nell</corr>
                    </choice>’Associazione della quale cercò di cambiare l’indirizzo, ma ben tosto
                    fu conosciuto essere egli una persona mandata dalla polizia. Come finivano il
                    Caporusso ed il Tucci voi ben lo rileverete dal bullettino che io qui vi
                    accludo, sul quale è mestieri però che io vi faccia delle note. Uno dei più
                    caldi sostenitori del Caporusso sulle prime si fu l’avvocato <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0006870 http://viaf.org/viaf/90340754">Carlo Gambuzzi</persName>, il quale credea aver trovato in
                    lui un tipo di presidente, per una Sezione dell’Internazionale; Gambuzzi fu che
                    offrì a Caporusso tutti i mezzi necessari per venire a prendere parte al
                    Congresso, mentre che quando l’espulsione del Caporusso fu decisa dall’Assemblea
                    Gen. della Sezione, egli vivamente si oppose che questo fatto venisse esposto
                    nel bullettino, e persuase pure i suoi amici a non insistere per avere inserito
                    nel bullettino stesso l’altro assai vergognoso fatto dell’appropriamento di
                    lire it. 300 da parte del Caporusso a titolo di danni sofferti in 15 giorni di
                    prigionia, senza essersi nemmeno degnato di farne dimanda all’Associazione, al
                    che questa non si sarebbe forse rifiutata se ne avesse ricevuto convenevole
                    dimanda. Caporusso è stato fuori d’ogni dubbio la causa unica dello sfasciamento
                    di questa Sezione che contava 3 000 soci circa, ed è ora ritornata nel nulla;
                    dal quale, siate pur sicuro, che non saranno i nostri amici che tenteranno
                    di
                    farlo uscire. <pb/>
                    Riguardo
                    a <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005398 http://d-nb.info/gnd/118506102">Bakounine</persName>, io posso assicuravi, che egli
                    ha parecchi amici qui in Napoli, che dividono molti dei suoi principii, che
                    hanno con lui una certa comunanza di vedute, ma che egli si abbia una setta, un
                    partito, che discorda dai principii del Cons. Gen., io posso fondatamente
                    negarlo. Come avrete rilevato dall’ultima mia, io mi ebbi fino dal mio primo
                    arrivo in Napoli timori non dissimili a quelli che voi mi esprimete, mi parve di
                    trovare qui una tendenza verso Ginevra, ed una positiva freddezza di relazioni
                    col Cons. Gen. e ciò forse era vero sino ad un certo punto, ed eccone il motivo.
                    Da Napoli si erano scritte diverse lettere al Cons. Gen. senza ottenerne
                    risposta alcuna, nessuno dei nostri di Napoli era mai venuto a Londra, mentre
                    non pochi erano stati in Isvizzera. Io poi e dalla vostra lettera e dalla
                    esposizione delle cose che qui mi è stata fatta, e dall’esame minuto di tutti i
                    documenti scritti e stampati sono pervenuto a comprendere con chiarezza la vera
                    posizione della cosa. Le lettere da Napoli dirette al Cons. Gen. essendo state
                    indirizzate “Al Cons. Gen. dell’Associazione Internazionale degl’Operai –
                    Londra” è evidente che non vi potevano mai pervenire. Il trovarsi isolati, le
                    persecuzioni poliziesche con la conseguente prigionia di qualcuno, finalmente
                    l’inqualificabile condotta di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0004417">Caporusso</persName> che
                    diede quasi il colpo di grazia, sono tutte cose che non possono non essere prese
                    in grande considerazione, quando si esamina il fatto dello sfasciamento di
                    questa sezione. Un pugno però di uomini decisi e convinti è rimasto sempre, e
                    non ha cessato mai, dal radunarsi in tutte le traversie, ed anche senza
                    presidente od altro. Ora non si puol dire nemmeno che si siano già ricostituiti,
                    ma vi è un presidente, <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0003081">Giustiniani</persName> operaio
                    che è buono, ed un pugno di eccellenti operai, due studenti in medicina, qualche
                    giovane avvocato ecc. I dati precisi poi su questa Sezione vi saranno meglio
                    forniti dall’“avvocato <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M9128650 https://d-nb.info/gnd/107484355X">Carmelo Palladino</persName> –
                    12, Vico Storto S. Anna di Palazzo, Napoli” col quale potrete aprire formale
                    corrispondenza. Egli è giovane di buoni studii, e pieno di zelo per la causa
                    comune. Gli potrete scrivere anche in Francese o Spagnuolo oltre all’Italiano.
                    Vi prego poi di mandarmi una copia dei Statuti, Regolamenti od altro riguardante
                    la nostra Associazione, poiché io non ho che il <bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/QNBD72WP">rapporto</bibl>
                    <pb/>
                    <bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/QNBD72WP">del 4° Congresso annuale di Basilea</bibl>, e le risoluzioni del
                    congresso di Ginevra e di Bruxelles. Desidero avere sovratutto il patto
                    fondamentale della nostra Associazione, sicuro che non mancherete di unirvi
                    qualunque altro stampato che potrete giudicare utile al mio lavoro: per
                    attingervi norme, e principii utili a fare entrare nei Statuti delle Sezioni che
                    si vanno ordinando in Italia.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Passo ora alla quistione di
                    principio ed anzitutto metto da parte <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0005398 http://d-nb.info/gnd/118506102">Bakounin</persName> e tutte le sue idee, e solo prendo la quistione dal
                    punto di vista dell’Associazione Internaz., quale membro di essa, che ne
                    desidera il più grande sviluppo, ed il più completo successo. Io sono
                    perfettamente del vostro avviso quando si tratta di respingere ogni principio di
                    setta
                    che cercasse farsi strada ed imporsi sul patto fondamentale della nostra
                    Associazione; amo molto la larghezza dell’art. 1<hi rendition="#sup">o</hi> del
                    nostro Statuto, proprio fatto per potere comprendere tutta la grande parte della
                    umanità sofferente. Havvi però nell’organizzazione dell’Internazionale un doppio
                    momento – come in tutte le umane cose voi mi aggiungereste – 1° cioè momento
                        spontaneo<supplied cert="high">,</supplied> 2° momento riflesso.
                    L’Internazionale si avanza con le braccia stese verso l’Operaio
                    straordinariamente oppresso dalla egoistica crudeltà del Capitale, dicendogli:
                    Uomo oppresso, io voglio emanciparti; ed il meschino senza nulla chiedere,
                    senz’altro riflettere, spontaneamente stringe quella mano amica, come fa il
                    naufrago con qualsiasi cosa gli viene sottomano nel furore della tempesta. Nel
                    primo momento dunque l’Internazionale accoglie nel suo seno tutti gl’oppressi
                    del lavoro, senza distinzioni di <hi rendition="#u">colori</hi><supplied cert="high">,</supplied>
                    <hi rendition="#u">credenza</hi> o <hi rendition="#u">nazionalità</hi>, come
                    saviamente dichiararono i fondatori della nostra Associazione, perché tutti
                    concorrino coi loro sforzi riuniti alla completa emancipazione di tutta la loro
                    classe. Ma nel secondo momento, quando riuniti in associazione noi cominciamo a
                        <hi rendition="#u">riflettere</hi> sui mezzi necessari per ottenere il
                    nostro scopo comune, le <hi rendition="#u">opinioni</hi>, le <hi rendition="#u">credenze</hi>, ed i <hi rendition="#u">colori</hi> diversi devono
                    assolutamente venire ad una lotta fra loro. E l’importante parmi star appunto
                    qui, che questa lotta cioè riesca proficua alla nostra causa, e non dannosa
                    suscitando scissioni e sperperamento di forze che devono tutte andare verso un
                    solo fine. Pure mi pare che il prevenire un tal danno non dovrebbe essere
                    difficile. In fatti il Cons. Gen., secondo la mia opinione, dovrebbe far noto a
                    tutte le Sezioni che esso non si occuperà menomamente di qualsiasi altra società
                    che figura fra le Sezioni dell’Internazionale, ancorché detta società fusse
                    composta d’individui, membri dell’Internazionale. Mentre d’altra parte il Gons.
                    Gen. dovrebbe lasciare nella massima libertà ed indipendenza le Sezioni per
                    tutto ciò che concerne la loro privata maniera di affidarsi ai <pb/> principii
                    che sono loro proprii. Nessuno dei membri dell’Internazionale coi quale ho
                    discorso in Italia pretende che quei principii di Ateismo, materialismo,
                    abolizione del diritto ereditario, proprietà collettiva, ecc. fussero trascritti
                    in tanti articoli del nostro patto sociale, al contrario essi vi si opporrebbero
                    con tutte le loro forze; ma d’altra parte essi sono tenacissimi a voler portare
                    tutti i membri dell loro Sezione a quell’ordine d’idee. Un bravo operaio di
                    questa Sezione mi dicea l’altra sera: È un vero dolore il vedere la Domenica,
                    mentre siamo tutti riuniti, qualche operaio uscire fuori col dire “permettetemi,
                    amici miei io vi lascio per andare alla messa”; ma cosa volete farci, bisogna
                    persuaderli a poco a poco. Proprio così, io gli soggiunsi, è questa la sola via.
                    In fine parliamoci chiaro, io non so concepire niente di positivo nel successo
                    finale della nostra Associazione senza il lavoro fatto come suol dirsi in <hi rendition="#u">the back ground</hi>. Senza di che, credete voi difficile che
                    il governo, i mazziniani, i cattolici, o qualunque altro partito possa riuscire
                    ad impossessarsi della Sezione, che essi porterebbero o a divenire strumento
                    della loro setta, od al suo totale sfasciamento? Cosa ne direbbe il Cons, Gen.
                    al ricevere della nuova? Qui stanno molto in guardia su questo riguardo, decisi
                    a non accettare mai tanti di questi incerti elementi quanti potrebbero formare
                    una maggioranza, ma badano prima a tirare con tutti gl’argomenti persuasivi i
                    già venuti sulla loro linea di principii. Gl’ operai componenti questa Sezione
                    sono molto scontenti di quanto hanno sofferto a causa di questi elementi intrusi
                    nella primiera loro organizzazione, che portarono lo sfasciamento totale della
                    Sezione che contava ben 3 000 affiliati. In conclusione io posso assicurarvi che
                    i nostri uomini in Italia, senza <choice>
                        <sic>essere</sic>
                        <corr type="deleted"/>
                    </choice> appartenere a nessuna setta speciale, vogliono fermamente la fine di
                    tutto il presente <hi rendition="#u">disordine</hi> di cose ed il principio
                    dell’ordine sociale che per essere tale deve avere per base <hi rendition="#u">l’uguaglianza.</hi> È inutile il tentarli ancora con delle astrazioni: essi
                    dimandano un po’ di concreto, astrazioni ne hanno avute abbastanza dai Signori
                    borghesi, che in ricambio presero il loro sangue. Essi non pretendono di dettare
                    questo o quel piano di organizzazione sociale, ma vogliono sì che
                    l’inuguaglianza finisca, e che l’umanità, assisa sulle rovine del passato,
                    liberamente proclami i principi del vero <hi rendition="#u">ordine</hi>
                    <hi rendition="#u">sociale</hi>.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; "><pb n="2 foglio"/> Dopo
                    tutte le cose dette, sento il più vivo bisogno di premurare il Cons. Gen. a
                    farmi pervenire qualche manifestazione di simpatia per la linea di condotta
                    seguita dai nostri uomini in Napoli, nella inculcazione <hi rendition="#u">razionale</hi> di quei principii, che se noi non possiamo tradurre in
                    articoli di fede sociale come cosa contraria alle nostre tendenze, ed allo
                    spirito della nostra Associazione, trovano indefessi propagatori nella persona
                    di benemeriti proletarii. Un tale atto, rilevando i principii pratici,
                    inspiratori del Cons. Gen. sarebbe altamente apprezzato, e servirebbe anche ad
                    uccidere sul nascere qualche malinteso, che alimentato più a lungo, potrebbe in
                    un prossimo Congresso scoppiare in aperta scissura.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Ricevo una lettera da
                    Firenze nella quale <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M8407330 http://viaf.org/viaf/267095717">Castellazzo</persName> mi dice: “La
                    nostra Associazione si ricostituisce sotto il titolo di <hi rendition="#u">Unione Democratico-Sociale</hi>. Riguardo al processo pare che non ne
                    facciano nulla. Hanno paura. Con un poco di tempo e pazienza si riuscirà a
                    bene”.</p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; ">Qui si esprime da tutti il
                    vivo desiderio di avere un giornale che fusse l’organo del Cons. Gen.,
                    attraverso il quale si potesse conoscere regolarmente tutto il progredire della
                    nostra Associazione nelle diverse parti del mondo, i dati statistici, gl’atti
                    publici del Cons. Gen. e di ogni Sezione ecc. In Italia di giornali che
                    veramente rappresentino il nostro partito non si ha che <bibl type="periodika" corresp="">“La Plebe”</bibl> di Lodi, del quale vi spedii un numero;
                    ma non è né un giornale quotidiano di grande formato, né si trova in una Citta
                    principale. Io però ho motivo di sperare che fra non molto si avrà un organo
                    quotidiano in Roma, o in Napoli. L’avvocato <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0006870 http://viaf.org/viaf/90340754">Gambuzzi</persName>, uno dei nostri più bravi di qui, primo organatore di
                    questa Sezione si recherà in Londra verso la fine della state. Questo nostro
                    amico che ha sofferto la prigionia, e che ha fatto non pochi sacrifici pecuniari
                    per la causa comune, è ora costretto a tenersi <hi rendition="#u">in the back
                        ground</hi> per non attirare più persecuzioni poliziesche sulla Sezione
                    nella quale la sua presenza disturbava i sonni di questo illustre Prefetto di
                    Napoli Marchese <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M6850210">Dafflitto</persName>, e di tutta la sua
                    sbirraglia. Le mie lettere dunque le indirizzerete, <bibl type="periodika" corresp="">“</bibl>Carlo Cafiero – Napoli”, sino a mi nuovo avviso. </p>
                <p rend="MBTextMitEinzug" style="text-align: justify; "><pb/>
                    La traduzione
                    dell’Indirizzo
                    del Cons. Gen. va avanzando e sarà stampata
                    così presto finita. Si traduce pure l’articolo di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0007221 http://d-nb.info/gnd/116485361">Harrison</persName>
                    <bibl type="primary" corresp="https://megadigital.bbaw.de/KG4ENHU5">“The Revolution of the
                        Commune”</bibl> della <bibl type="periodika" corresp="">Fortnightly
                        Review</bibl> in Italiano ed in Russo. Non mancate di farmi sapere, come vi
                    chiesi nell’altra mia, cioè se l’Indirizzo del Cons. Gen. è stato tradotto in
                    Russo. Comprendo che la cosa si dovrebbe fare con più lestezza, ma pensate che
                    di tre che conosciamo la lingua Inglese, uno non puole occuparsene per mancanza
                    di tempo, l’altro traduce l’articolo di <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0007221 http://d-nb.info/gnd/116485361">Harrison</persName>, avendo poco tempo libero, e dovendo combinarsi con una
                    donna delle nostre che nello stesso tempo traduce l’articolo in Russo. Io poi mi
                    ho a tradurre l’Indirizzo, unitamente alla mia estesa corrispondenza, la quale
                    con le cure che devo <expan resp="editor" sameAs="dottet_underline">pre<ex>n</ex>dere</expan> giornalmente di questa Sezione che si
                    ricostitnisce, e con le altre non lievi della propaganda mi costituisce un
                    cumulo tale di cose, che non è meraviglia se il tutto non cammini con troppa
                    speditezza. Meglio pensando, il bullettino di cui vi ho parlato al principio di
                    questa mia ve l’ho spedito ieri sotto fascia con un numero della “Roma del
                    Popolo”. Qui si è oltremodo esacerbati per la maniera come <persName ref="https://megadigital.bbaw.de/M0008275 http://d-nb.info/gnd/118579754">Mazzini</persName> parla delle cose nostre. La città che egli
                    intende per quella dove l’Internaz. ha più messo radici si è Napoli. Si
                    organizza qui una risposta, massime su quando riguarda Napoli particolarmente;
                    ma ci auguriamo tutti che il Cons. Gen. farà anche sentire la sua voce. È bene
                    il pubblico sappia come egli, nonché essere chiamato dal Cons. Gen., ne fu
                    respinto invece con tutto il suo programma di “Dio e Popolo” quando cercò
                    d’inficcarvisi mediante i suoi emissarii. Anche l’altra sera vennero emissarii
                    suoi a tentare una scissione in questa Sezione di Napoli, ma si ebbero
                    quell’accoglienza che la loro testarda intolleranza settaria si meritava.
                    Finisco per ora, e siamo al
                    16 Luglio. </p>
                <closer sameAs="MBUnterschrift"><salute>Salute.</salute><signed>Vostro<lb/>Carlo Cafiero.</signed> </closer>
            </div>
        </body></text>
</TEI>